RASSEGNA STAMPA LOCALE

 

Il nostro parroco - don Giuliano Guidetti (2006 - ????)

 

IN ATTESA DI EVENTI...!

 

 

 

ARCHIVIO PARROCO PRECEDENTE

 

Il parroco precedente - don Evandro Gherardi (1998-2006)

 

 

Correggio. Don Evandro: servono altri 50mila euro
Fosdondo: pranzo in parrocchia
per aiutare la Casa della carità
(Gazzetta di Reggio, 06/05/03)

u.bo.

CORREGGIO. Le parrocchie di Fosdondo e Canolo e il parroco don Evandro Gherardi organizzano un pranzo per domenica 11 maggio alle 12.30: la «festa», aperta a tutti i correggesi, avrà luogo nel salone delle feste di via Fazzano e ha lo scopo di raccogliere fondi per portare a termine la ristrutturazione della Casa della Carità di Fosdondo.
Ricco il menù nostrano, dall'antipasto ai doppi primi, doppi secondi e contorni è proposto per stare insieme a scopo di bene per soli 17 euro. Bisogna prenotare entro domani (0522/690214) o al bocciodromo di Canolo. Nell'occasione interverrà il gruppo Fuego latino del Centro permanente Let's dance.
A che punto sono i lavori? Don Evandro risponde: «Grazie ai contributi economici ricevuti, di mano d'opera e di mezzi, il più è fatto, ma occorre completare gli impianti e le rifiniture, per i quali occorrono ancora circa 50mila euro. Vorremmo occupare una parte della struttura prima dell'estate, per alleviare il disagio dell'attuale situazione provvisoria e entro l'anno completare lavori e pagamenti. Contiamo sulle tante forme di collaborazione ricevuta, perché i correggesi sentono come propria questa istituzione nata nel 1964 per gli ultimi della società».

 

 

Verso il Millenario ma senza festa (Gazzetta di Reggio, 07/02/03)
Ancora chiusa dal terremoto del '96 la chiesa di Fosdondo
Il prossimo anno si celebra la storica ricorrenza, ma i lavori di restauro sono stati abbandonati


Luisa Cigarini

CORREGGIO. Quest'anno la chiesa parrocchiale di Fosdondo compie 999 anni. E' la più antica del territorio correggese e, probabilmente, l'unica ad essere ancora inagibile dopo il terremoto del '96. Dopo gli interventi di estrema urgenza eseguiti all'indomani del sisma di sette anni fa, la chiesa di Fosdondo è stata praticamente dimenticata. Una situazione di abbandono che non fa che aggravare lo stato di conservazione dell'immobile di fattura romana.
«Il prossimo anno - ricorda don Evandro Gherardi, parroco di Fosdondo e Canolo - la chiesa festeggerà mille anni, ma non siamo nemmeno sicuri di poterla aprire al pubblico per lo storico compleanno».
Ma. al di là della ricorrenza, don Evandro è molto preoccupato della situazione che si è creata attorno alla chiesa: «E' un simbolo ed un luogo di aggregazione - spiega - per tutta la comunità della frazione che conta circa mille abitanti. Non poterne usufruire comporta un impoverimento generale, non solo per i fedeli». Ancora oggi le messe per Fosdondo vengono celebrate dentro il teatrino che si trova nei pressi della chiesa, oppure nella parrocchia di Canolo. Don Eandro non è mai riuscito a celebrare un rito all'interno della chiesa di Fosdondo: «Sono arrivato qui nel '98 e la chiesa era già chiusa da due anni».
Quella dell'edificio sacro di Fosdondo è una storia che inizia negli anni '80. Il sisma dell '87 aveva già compromesso l'immobile. Quello del '96 gli ha dato il colpo di grazia ed il terremoto del 2000 ha compiuto l'opera. Dopo il '96 sono arrivati i primi fondi per gli interventi urgenti: circa 150 milioni di vecchie lire messi a disposizione dalla parrocchia ed altri 420, in seguito, dai fondi stanziati per il terremoto. Con i primi soldi si sistemò il campanile e con i restanti si rafforzò il resto della struttura con catene e resine. Furono sistemate le fondamenta, le cappelle laterali, la volta e l'abside. Altri eventi catastrofici si sono verificati in giro per l'Italia dopo il '96 «ma Fosdondo è rimasta indietro» prosegue il sacerdote.
Per riaprire la chiesa servirebbero almeno altri 360mila euro. Il tetto, l'abside, la base del campanile avrebbero bisogno di altri interventi per permettere la riapertura al culto della chiesa. «Da sette anni - continua don Evandro - non vengono celebrati nè matrimoni nè battesimi. Ci sono ancora residui di fondi del terremoto del '96 da distribuire. Mettendo insieme ogni aiuto potremmo ottenere un buon risultato».
Anche il sindaco Claudio Ferrari ha manifestato la propria preoccupazione per la chiesa di Fosdondo, durante la cerimonia di distribuzione alle associazioni di volontariato, del ricavato dei concerti di Ligabue, Pavarotti e Griminelli. Attualmente non sono in programma altre iniziative benefiche all'Asioli ma, se dovessero essere organizzate altre iniziative a tale scopo, la chiesa di Fosdondo sarebbe uno degli edifici a cui destinare i ricavati.

 

 

Il sito della parrocchia contro la guerra (Gazzetta di Reggio, 04/02/03)
Canolo e Fosdondo rilanciano l'appello
Don Evandro: appoggio ai grandi eventi
Sull'indirizzo telematico della comunità cattolica ripresi gli slogan dei gruppi pacifisti

Luisa Cigarini

CORREGGIO. Parrocchie in Rete per la pace. Chiunque desideri scrivere al presidente della Repubblica o al presidente del consiglio o a quelli di Camera e Senato per manifestare il proprio dissenso di fronte alla partecipazione dell'Italia alla guerra in Iraq, può consultare il sito internet delle parrocchie di Canolo e Fosdondo per trovare il necessario. Claudio Prandini si occupa personalmente dell'aggiornamento continuo del sito e ne ha ideato la grafica. Di fronte all'annuncio del prossimo ingresso dell'Italia nella guerra in Iraq, ha pensato bene di aggiungere un link specifico sull'argomento.
«L'idea mi è venuta - spiega Prandini - perché penso che questa guerra sia un grosso sbaglio per l'occidente e spero proprio che l'Italia ne resti fuori». Per lanciare il suo messaggio Claudio Prandini ha utilizzato un mezzo che conosce bene: internet. E' autore e cura personalmente il sito delle parrocchie di Canolo e Fosdondo: «L'informatica è una mia passione - continua - e credo che, oggi, il linguaggio della fede si possa esprimere anche così».
Di fronte al precipitare della situazione internazionale ha pensato di aggiungere un link che si occupi principalmente dell'argomento bellico.
Cliccando sull'immagine di un faro è possibile accedere a un documento che illustra, nel dettaglio, i motivi per cui l'Italia non dovrebbe partecipare alla guerra in Iraq. Chiunque desiderasse far conoscere anche alle più alte cariche dello Stato, la propria posizione nei confronti della guerra può sottoscrivere il documento secondo le istruzioni riportate e poi inviarlo. «Fino a oggi sono stati 5800 i visitatori del sito - conclude Prandini - non so quanti abbiano spedito il documento pacifista. Il mio intento è che lo veda più gente possibile». L'indirizzo internet delle parrocchie di Canolo e Fosdondo è: www.parrocchie.it/correggio/ascensione/.
L'opera di sensibilizzazione delle persone nei confronti della guerra avviene anche nella vita reale: «E' da Natale - afferma don Evandro Gherardi, parroco di Canolo e Fosdondo - che abbiamo lanciato una campagna di raccolta di firme e vendita di bandiere della pace. Su questo tema ci stiamo impegnando anche nell'organizzazione di serate di preghiera».
Non è la prima volta che don Evandro prende posizione di fronte a un conflitto. Successe anche all'epoca della guerra in Kosovo: promosse una marcia per la pace. «Riguardo la nostra partecipazione alla manifestazione di Roma - continua - andremo a titolo personale. Siamo una parrocchia piccola e appoggiamo i grandi eventi».

 

 

«Sì alla moschea, ma salviamo il Natale» (Il Resto del Carlino, 03/12/02)

di Andrea Zambrano

CORREGGIO - "Sì alla moschea, ma la comunità musulmana di Correggio faccia uno sforzo di apertura". Don Evandro Gherardi, parroco di Fosdondo e Canolo entra nella "querelle" sulla moschea, che già ha coinvolto alcuni sacerdoti del Vicariato. Don Gherardi precisa di parlare a titolo personale. "Appoggio la decisione del Comune - dice - di concedere un luogo adeguato affinché la comunità islamica di Correggio possa professare la propria fede, purché a regole ben precise e nel rispetto della nostra cultura. Mi sono rifatto ai recentissimi discorsi del Santo Padre di invito alla conoscenza della cultura islamica e di rispetto delle altre religioni. Così interpreto questo discorso dicendo che non bisogna negare un diritto fondamentale del vivere civile anche se i timori e le perplessità albergano anche in me che sono sacerdote". Timori che il sacerdote ritiene normali, ma dai quali non bisogna lasciarsi sopraffare. "Come prete e come facente parte di una comunità cristiana - prosegue - dobbiamo parlare dell'Islam e arrivare ad un dialogo con loro, ben sapendo che al momento nei loro paesi non esiste il principio di reciprocità e che certi diritti garantiti da noi da loro non esistono nemmeno. Ma questo non deve spaventarci, ci deve essere un confronto aperto mentre soluzioni come quella referendaria, che ho sentito tra qualche mio confratello, portano solo alla chiusura". Don Evandro poi aggiunge: "Il fatto è che loro sono forti della loro cultura e noi siamo i deboli, noi che rinunciamo al Natale nelle scuole per timore di offendere le altre religioni, noi che non crediamo più nelle nostre radici cristiane e lasciamo che vengano calpestate. Dobbiamo recuperare questi valori, per poi confrontarci con l'Islam e dialogare con loro forti delle nostre tradizioni".  

 

 

Taglio del nastro per materna e nido (Gazzetta di Reggio, 22/05/02)
A Fosdondo anche l'unico laboratorio informatico delle scuole d'infanzia

Luisa Cigarini

CORREGGIO. Con una grande festa, sono stati inaugurati i nuovi locali della scuola materna e asilo nido di Fosdondo. La struttura educativa consta di una doppia conduzione dato che la scuola materna è statale mentre il nido è comunale. «Si tratta di un caso abbastanza originale - commenta Carlo Paltrinieri, presidente dell'Ises - e penso che, per questo, si tratta di un'esperienza positiva».
All'inaugurazione del nuovo asilo ha partecipato tutta la comunità di Fosdondo: dai rappresentanti del circolo Arci, a don Evandro Gherardi che ha benedetto la struttura.
Per la ristrutturazione degli spazi educativi sono stati investiti 774 mila euro.
«Con la ristrutturazione dell'edificio- spiega l'assessore Guido Pellicciardi - sono state ricavate cinque nuove aule e sette locali adibiti a servizi. E' stato allestito un laboratorio di informatica: l'unico in rete tra tutte le scuole dell'infanzia».
La scuola ora è più capiente: può accogliere 140 bambini alla materna e 34 al nido. A ciò si aggiunge la cura del parco che circonda l'asilo: «E' uno dei più grandi a Correggio», conclude Paltrinieri.

 

 

Correggio, nuova sottoscrizione per la casa di carità a Fosdondo (Gazzetta di Reggio, 12/04/02)

u.bo.

CORREGGIO. Un gruppo di cacciatori della Bassa, che si denomina Ambito territoriale caccia Reggio Emilia 2 pianura est e il Comitato addestramento cani di Bruciati di Novellara, ha deciso di offrire quest'anno il frutto dei loro risparmi associativi per contribuire alla costruzione della Casa della carità di Fosdondo, così come l'anno scorso aveva fatto una donazione all'ospedale di Guastalla.
Sono 2.500 euro, cioè quasi cinque milioni di lire che per don Evandro Gherardi, parroco e direttore della casa costituiscono, una vera manna. Il progetto di ricostruzione dell'istituto per disabili, fondato nel dopoguerra da don Idolo Zavaroni, comporta una spesa di un miliardo e mezzo di lire (775mila euro circa).
Già è stata quasi realizzata la parte giorno. Deve essere completata con le opere e rifiniture interne per le quali si conta sulla manodopera del volontariato. Per la parte notte sono già state poste le fondamenta. L'opera si finanzia con erogazioni e offerte di enti, aziende e privati e con l'apporto dei volontari.

 

 

Le parrocchie entrano nel web
Tremila «clic» per i siti delle comunità di Canolo e Fosdondo
CORREGGIO Su Internet novità ricorrenze e dati

 

Luisa Cigarini


CORREGGIO. Le parrocchie di Canolo e Fosdondo hanno un loro spazio all'interno del sito internet delle parrocchie italiane.
Per trovarlo nel web, basta digitare l'indirizzo: www.parrocchie.org/correggio/ascensione/. Comparirà l'home page, dotata di motore di ricerca, nel quale basta inserire il nome della città e della parrocchia che interessano, per ricevere subito tutte le informazioni desiderate.
«Il sito esiste da circa due anni - spiega Claudio Prandini, curatore del sito delle parrocchie di Canolo e Fosdondo - ed è stato visitato da circa 3000 persone. Viene aggiornato quotidianamente, con informazioni varie di carattere religioso e sociale ed è l'unico sito della diocesi di Reggio recensito dalla Cei».
Nel sito, si possono trovare notizie riguardanti tutto ciò che succede nelle parrocchie di Canolo e Fosdondo: ricorrenze, novità o dati anagrafici. Claudio Prandini è un appassionato di informatica e svolge spesso ricerche su internet, alla scoperta di tutto ciò che può essere inerente al sito che cura.
Quando trova qualcosa di interessante lo segnala sul sito di Canolo e Fosdondo, mettendo a disposizione dei visitatori parecchie informazioni.»La nostra è una piccola comunità - afferma don Evandro Gherardi, ministro di culto di Canolo e Fosdondo - e penso che sia utile adoperare le nuove tecnologie per farsi conoscere, dato che il sito non contiene solamente dati sulla parrocchia ma anche documenti del vescovo».
Don Evandro ammette di non essere un navigatore assiduo e di soffermarsi solo sulle notizie che lo interessano: «Penso che internet sia una grande opportunità - afferma - il cui utilizzo diventa condannabile solo nel caso in cui si trasformi in abuso».

(17/06/01 - GAZZETTA DI REGGIO)

 

 

Correggio, la proposta lanciata dal parroco don Evandro Gherardi
«Ospitiamo i bimbi schiavi»
Lettera all'Unicef per prendersi cura dei piccoli ora sulla nave in Africa


CORREGGIO. Don Evandro Gherardi, parroco di Fosdondo e Canolo, ha lanciato la proposta di dare ospitalità ai bambini schiavi, tenuti a bordo di una nave africana. L'iniziativa è stata subito accolta dai parocchiani e comunicata per l'attuazione all'Unicef di Roma.
L'idea è quella di dare ospitalità ai bambini schiavi africani che da tre settimane sono a bordo di una nave che non ha ancora trovato approdo, a causa del suo carico vergognoso. Il sacerdote ne ha parlato domenica durante i Vespri pasquali, officiati nella Casa della Carità di Fosdondo. La risposta è stata immediata ed entusiasta: gli ospiti, i familiari e gli stessi assistenti della Casa si sono resi disponibili a ospitare, anche per periodi brevi, i bambini prigionieri su questa specie di nave pirata.

CORREGGIO. Don Evandro Gherardi, parroco di Fosdondo e Canolo, ha lanciato la proposta di dare ospitalità ai bambini schiavi, tenuti a bordo di una nave africana. L'iniziativa è stata subito accolta dai parocchiani e comunicata per l'attuazione all'Unicef di Roma. Don Evandro era diventato una celebrità nell'ottobre scorso, quando invitò i suoi fedeli a tenere a casa i bambini il 2 novembre, giorno dei morti. La festività, infatti era stata soppressa nel nuovo calendario scolastico dell'Emilia-Romagna.
Appena lanciata, la proposta del parroco ha avuto un seguito immediato da parte dei parrocchiani delle chiese di Canolo e di Fosdondo. L'idea è quella di dare ospitalità ai bambini schiavi africani che da tre settimane sono a bordo di una nave che non ha ancora trovato approdo, a causa del suo carico vergognoso. La proposta di Pasqua di accogliere i bambini, è stata lanciata da don Evandro Gherardi, 45 anni, da tre anni parroco di Canolo e Fosdondo. Ne ha parlato domenica durante i Vespri pasquali, officiati nella Casa della Carità di Fosdondo e ne ha riparlato ieri durante la messa allo stesso istituto.
La riposta è stata immediata ed entusiasta: gli ospiti, i familiari e gli stessi assistenti della Casa della Carità si sono resi disponibili ad ospitare, anche per periodi brevi o provvisori, i bambini tenuti come schiavi sulla nave pirata. La disponibilità di accoglienza è stata poi comunicata via fax all'Unicef di Roma. proprio ieri pomeriggio don Evandro ha inviato una lettera alla sezione italiana dell'Associazione umanitaria.
«Intendiamo renderci disponibili - ha confermato il sacerdote correggese - ad aiutare quei bambini. Il mio è un discorso di fede. Molte famiglie delle nostre due parrocchie hanno subito dichiarato la propria disponibilità».
In attesa di una risposta definitiva dell'Unicef, don Gherardi ha spiegato che la comunità parrocchiale di Correggio ha voluto mandare un segnale: «Non sappiamo quale sarà la sorte di quei bambini, ma le nostre case sono pronte ad accoglierli, secondo tempi e modalità che ci saranno indicati».

(16/04/01 - GAZZETTA DI REGGIO)

 

 

Via ai lavori nella chiesa di Fosdondo

Danneggiata da due terremoti, una spesa di 700 milioni

Correggio. Sono iniziati i lavori di ricostruzione, consolidamento e riparazione dei danni all'antica chiesa parrocchiale di Fosdondo, causati dal terremoto dell'ottobre 1996  e del 18 giugno 200. Nel 1996 il crollo della volta sopra l'ingresso avvenne pochi minuti dopo la prima scossa, quando i fedeli erano appena usciti per un funerale. La paura si ripeté al cimitero, mezz'ora dopo, con la seconda scossa. I lavori sono stati affidati all'impresa Messori.

La spesa prevista è di almeno 700 milioni di lire, salvo imprevisti. Uno di questi è la necessità di ricostruire certi muri di  sostegno "a sacco", cioè costituiti da doppie pareti con intercapedine riempita di rottami, per poter inserire catene efficaci.

La chiesa primitiva si fa risalire ai primi anni dopo il mille. Le cappelle sono state poi aggiunte, il tutto con scarse fondamenta. Si sono quindi verificati cedimenti, notevoli fenditure, crepe, cadute di intonaco, distacchi.

Già con il terremoto del 1983 l'antica plebana aveva subito gravi danni. Rimase chiusa per dodici anni per la necessità di eseguire notevoli opere di rinforzo che risultarono efficaci.

Nel 1996 il comune ha speso 100 milioni per consolidare il campanile romanico che minaccia di crollare. La Regione stanziò 420 milioni che sono divenuti disponibili solo recentemente. Per la differenza di circa trecento milioni, don Evandro Gherardi, parroco di Fosdondo e Canolo dal 7 giugno 1998, spera nell'aiuto dei parrocchiani, ma soprattutto chiede "un riesame del problema delle chiese correggesi da parte della Regione, in considerazione anche dell'aggravamento del danno causato dal sisma dello scorso 18 giugno che ha causato il collasso delle strutture e quindi in una integrazione nella definitiva ripartizione dei fondi per il terremoto. Su dieci miliardi, nulla è arrivato per le chiese di Correggio".

Umberto Borghi

(16/02/01 - GAZZETTA DI REGGIO)

 

 

A Correggio le macerie
cadono sulle macerie

CORREGGIO (Reggio Emilia) — Il terremoto ha battuto la burocrazia: macerie sono cadute ieri sulle macerie, ancorà lì dopo quattro anni in attesa che le procedure compiano il loro corso e facciano riparare la chiesa di Fosdondo. Il tempio è ancora chiuso da quell'ottobre '96 quando il crollo parziale di una volta della chiesa rischiò di provocare una strage, evitata solo dal caso: la folla che partecipava al funerale di una giovane sposina era appena uscita dal tempio. Ieri la terra è tornata a tremare quasi con la stessa intensità e ha finito la sua opera provocando il crollo dell'altra parte della volta e facendo finire un'altra pioggia di macerie sui detriti che sono ancora lì da quattro anni in attesa che parta la sospirata ristrutturazione. In quest'occasione nessuno ha rischiato la vita: il parrocco don Evandro Gherardi stava celebrando la funzione nel teatrino adiacente quando assieme ai fedeli ha sentito il crollo. Ieri sospirava paziente: da troppo tempo attende che la burocrazia compia il suo corso. Gravi lesioni si sono registrate anche nel tempio principale della città, S.Quirino: alla scossa la folla è uscita e ha celebrato la messa nella piazza adiacente. Nel pomeriggio poi la chiesa è stata dichiarata inagibile. Come in tutta la provincia la scossa ha riaperto lesioni di quattro anni fa anche se là dove sono stati eseguiti i lavori di consolidamento antisismico gli edifici hanno tenuto. Problemi si registravano però in serata per tre case rurali per cui la protezione civile stava valutando l'agibilità: gli occupanti potrebbero essere sfollati.
a. s.

(19 Giu 2000 04:01 - IL RESTO DEL CARLINO)

 

 

«A casa da scuola il 2 novembre»

"Giù le mani dal due Novembre. Piuttosto lasciate i vostri figli a casa da scuola". Non se l'aspettavano i parrocchiani di Fosdondo e Canolo, frazioni del comune di Correggio, l'invettiva del loro sacerdote scagliata dal pulpito durante la messa di domenica, contro la decisione di quasi tutti gli istituti scolastici del comune di adeguarsi alle direttive del sovrintendente regionale del ministero, Elio Inzerillo, che all'inizio dell'anno scolastico aveva deciso di decurtare dal calendario festivo il giorno della commemorazione dei defunti e il giovedì Santo. Il fatto è che Don Evandro Gherardi, oltre che pastore delle due comunità, è anche insegnante di religione in un istituto tecnico di Correggio. "Le due festività sono indispensabili per la crescita sociale dei nostri ragazzi". Così, risoluto e battagliero, ha sfidato gli organi collegiali invitando i genitori a compiere un gesto controcorrente che sa tanto di disubbidienza civica. "Voi genitori - ha tuonato - avete il compito di fare pressione per cambiare questa decisione. Avendo il diritto di commemorare con i vostri figli il giorno dei defunti, teneteli a casa da scuola e portateli a visitare le tombe dei vostri cari". La provocazione avrebbe mandato in visibilio gente come il Foscolo, anche perché, a scatenare il putiferio è stata una decisione delle singole scuole che si sono adattate così alle disposizioni di massima suggerite dall'autorità regionale. "Dal punto di vista educativo - continua il sacerdote, che ha già raccolto la solidarietà degli insegnanti di religione Correggesi, anche loro attivatisi con una lettera - queste feste sono fondamentali considerato il fatto che - come si legge anche nella lettera dei docenti - sarebbe un grave danno per le giovani generazioni se qualcuno tentasse di far dimenticare coloro che li hanno preceduti sul cammino della vita e che hanno trasmesso e donato loro la vita. Sarebbe far dimenticare il senso della riconoscenza e della gratitudine".
Nella foto: Don Evandro Gherardi

di Andrea Zambrano

(25 Ott 2000 06:18 - IL RESTO DEL CARLINO)

 

 

Il parroco vince la guerra dei defunti

CORREGGIO — Non ne aveva l'intenzione, don Evandro, parroco di Fosdondo. Eppure, la sua protesta pubblica, l'invito fatto in chiesa ai genitori di tenere a casa da scuola i propri figli nella festività del 2 novembre, giorno dei defunti, ha avuto successo. E l'istituto Einaudi di Correggio ha fatto retromarcia. Dopo aver deciso che quel giorno gli studenti avrebbero dovuto andare regolarmente a scuola, il consiglio d'istituto è tornato sui suoi passi. Un altro scacco per il sovrintendente scolastico regionale, che aveva dato indicazioni perchè il giorno dei defunti fosse come tutti gli altri. Dal Ministero della Pubblica Istruzione era arrivata una diversa direttiva: ogni scuola decida in autonomia. E così sta succedendo.
Ora don Evandro Gherardi, dalla piccola frazione perduta nelle campagne di Correggio, Bassa reggiana, mette le mani avanti: «Il merito — spiega — non è solo mio, ho reso soltanto pubblico il disagio di molti. Spero che dal prossimo anno tutti i presidi tengano conto di queste festività e non lo facciano solo per questioni meramente turistiche o vacanziere». E conclude: «So bene che per molti ragazzi giovedì sarà probabilmente un semplice giorno di vacanza. A una certa età lo posso anche capire, ma poi quando saranno grandi almeno noi adulti non potremo rimproverarci di non averli educati anche a riflettere sulla morte».
E' stato in ogni caso un terremoto, quello che si è abbattuto sul mondo della scuola riguardo al 2 novembre (e analoga situazione si verrà a creare in occasione del giovedì santo prima di Pasqua, che il sovrintendente regionale non ha indicato come festività). Dopo la battaglia aperta dal parroco di Fosdondo, il vescovo di Reggio e Guastalla, Adriano Caprioli, aveva affrontato l'argomento coi sacerdoti durante un ritiro .
Monsignor Caprioli aveva lodato la presa di posizione di don Gherardi aggiungendo che avrebbe preferito vedere, sul tema, una mobilitazione in blocco di tutta la Chiesa reggiana, che per lui evidentemente era stata non sufficientemente agguerrita. Anche gli insegnanti di religione (che vengono scelti da una commissione diocesana presieduta dallo stesso vescovo) avevano poi preso posizione a favore della chiusura delle scuole per la festività del 2 novembre. Un parroco che insegna religione, don Fabrizio Crotti della chiesa di Santo Stefano a Reggio, aveva usato parole severe, precisando che il suo era un parere personale: «Il comportamento adottato da certe scuole — e si riferiva a quelle che avevano deciso di tenere aperto nonostante fosse il giorno dei defunti — si sta rivelando meschino».
Parere personale sì, ma certamente condiviso. Don Crotti aveva aggiunto: «Non siamo certo noi a voler dare delle disposizioni agli istituti che sono sovrani. Dispiace soltanto constatare che si sia sempre costretti a intaccare il sentimento popolare. E fa specie il considerare come in nome del buonismo tipico italiano si vadano a calpestare quelli che sono i diritti della maggioranza».
All'Einaudi a questo punto è accaduto il «miracolo». Il consiglio d'istituto si è riunito e ha riconsiderato il problema, decidendo di tenere chiusa la scuola.

 

(28 Ott 2000 04:54 - IL RESTO DEL CARLINO)

 

 

Il consiglio d'istituto aveva raccolto
l'invito del sacerdote e deciso di chiudere
la scuola, ma lei ha posto il veto

CORREGGIO (Reggio Emilia) — La crociata di don Evandro Gherardi, parroco di Fosdondo di Correggio che da settimane si batte per la chiusura delle scuole il 2 novembre - in barba alle direttive del sovrintendente regionale - perchè anche i giovani possano commemorare i defunti, deve essere passata inosservata alla preside della scuola media statale di Correggio. Anche lì, infatti, come in tante altre scuole della provincia la decisione sull'opportunità di effettuare un giorno di vacanza per la festività dei morti doveva essere sancita attraverso un consiglio d'Istituto, che avrebbe deciso se ripristinare il giorno dedicato alla commemorazione dei defunti o se decurtarlo dal calendario scolastico.
Dopo la vittoria dell'istituto tecnico superiore Einaudi, che aveva fatto da apripista al mantenimento della festa è arrivata la decisione favorevole ad osservare un turno di vacanza anche da parte delle medie. L'unico intoppo è giunto dalla preside che si è opposta vanificando di fatto la votazione che si era espressa a favore della festa con i voti di 7 contro due.
Maria Assunta Ferri ha impugnato la sentenza del massimo organo collegiale ed ha detto: "No, la scuola quel giorno rimarrà aperta". A niente sembra essere servito il movimento in massa degli insegnanti, che si erano espressi in un consiglio docenti a favore della festa. La decisione della preside, annunciata a parole durante il consiglio dovrà essere confermata nei fatti già da stamattina, giorno in cui si decideranno le sorti della scuola. Carlo Casoli è rappresentante d'Istituto nella scuola.
E' lui a raccontare quanto accaduto nel consiglio di venerdì: "Il consiglio ha approvato a larga maggioranza il giorno di vacanza, ma la preside dopo essersi detta contraria in fase di votazione ha posto un veto che annulla le decisioni del consiglio. Non voglio entrare nel merito delle giustificazioni addotte dalla preside che mi sono sembrate certamente comprensibili, ma a nostro avviso eccessive. Il fatto è che anche noi abbiamo espresso le nostre motivazioni e queste hanno vinto in fase di voto, ma ora bisognerà vedere che cosa deciderà in ultimo lei". La scelta di non rendere operativo il provvedimento ha scatenato la bagarre all'interno della scuola, dove c'è gia qualcuno pronto a giurare che il diritto di veto da parte della preside non sia applicabile a queste decisioni del consiglio, che in merito a molte cose è sovrano. In sostanza secondo alcuni, la preside si è valsa di un diritto che non le compete.
Resta da vedere se oggi stesso, dopo aver reso note le sue motivazioni ritornerà sui suoi passi o se opterà per il muro contro muro.

di Andrea Zambrano

(30 Ott 2000 14:08 - IL RESTO DEL CARLINO)

 

 

«Ora tocca ai politici cattolici»

CORREGGIO - Al fianco di don Evandro Gherardi, il parroco di Fosdondo e Canolo, che il 31 dicembre scorso aveva invitato i suoi fedeli a non frequentare i negozi e i centri commerciali di domenica, scende in campo il responsabile della pastorale del lavoro della diocesi, don Gianni Bedogni.
Il sacerdote, pienamente solidale con il collega, spiega come la querelle sollevata da don Gherardi sia di estrema importanza.
"Le preoccupazioni di don Evandro - dice - sono le preoccupazioni mie e della chiesa stessa, che assiste allarmata a questo banchetto dell'eccesso, che a Natale tocca livelli di afflusso davvero incredibili. Sono rimasto davvero colpito quando ho saputo che un centro commerciale della nostra regione, visto il successo dell'iniziativa di tenere aperto tutti i giorni di dicembre fino ad orari molto tardi, ha intenzione di ripetere la stessa formula il prossimo anno".
Per don Bedogni, che già in passato, al pari di don Evandro aveva più volte garantito ai fedeli che mai avrebbe usufruito dell'apertura domenicale degli esercizi invitando i parrocchiani a fare altrettanto, queste aperture segnano l'affievolirsi dell'equilibrio tra la vita e le sue componenti, dal momento che tutto viene fagocitato dalla logica del mercato. "Non stupiamoci poi - continua - se, dopo essere retrocessi su un piano di vita meno spirituale assistiamo all'aumento dei divorzi o all'esaltazione dell'etica perversa dei centri commerciali, che sequestrano i centri cittadini, i quali una volta avevano come fulcro la chiesa, riducendo l'uomo a codice a barre. E' il contorno avvilente della cultura dell'immagine, che esalta l'equazione lavorare-produrre-consumare a scapito del senso vero della festa che non è solo riposo, ma anche significato e promozione del lavoro stesso".
Il sacerdote ha poi sollevato perplessità sul decreto Bersani, auspicando una reazione della società civile e chiedendo l'intervento massiccio dei politici cattolici: "Credo che sia doveroso che i politici d'ispirazione cattolica, che già hanno dimostrato una disponibilità a schierarsi, si adoperino per evitare che questi tipi di leggi oltrepassino la misura, se è vero che oltre alla domenica ci si avvia a tenere aperto i negozi anche di notte".

di Andrea Zambrano

(04 gennaio 2001 -IL RESTO DEL CARLINO)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: giovedì 02 novembre 2006