"… Pertanto il frutto della generazione umana dal primo momento della sua esistenza, e cioè a partire dal costituirsi dello zigote, esige il rispetto incondizionato che è moralmente dovuto all'essere umano nella sua totalità corporale e spirituale. L'essere umano va rispettato e trattato come una persona fin dal suo concepimento e, pertanto, da quello stesso momento gli si devono riconoscere i diritti della persona, tra i quali anzitutto il diritto inviolabile di ogni essere umano innocente alla vita. [….] I cadaveri di embrioni o feti umani, volontariamente abortiti o non, devono essere rispettati come le spoglie degli altri esseri umani "(da: Il rispetto della vita umana nascente e la dignità della procreazione, istruzione della Congregazione per la Dottrina della Fede, ed. Paoline 1989, pp. 12-13; 16).
Novara, li 06/05/97
Carissimo P. Andrea e carissimi amici de L'Aquila,
Oggi per noi è un giorno di festa, la nostra gioia si unisce a quella del cielo in un unico canto "Gerusalem, Gerusalem, spogliati della tua tristezza, Gerusalem canta e danza al tuo Signor!" Trentuno piccoli nostri fratellini, uccisi dall'aborto, sono stati sepolti nel nostro cimitero e attraverso la disponibilità dei loro fratelli maggiori possono dire a tutti: "Siamo anche noi esseri umani, creature pensate e amate dal padre".
Desideriamo raccontarvi come, con il nostro sì, Maria ci abbia condotti in questo cammino, Lei alla quale avevamo affidato tutto quanto. Il Padre già da tempo aveva esaminato nel nostro cuore il desiderio di fare qualcosa perché anche nella nostra città avvenisse il seppellimento dei bambini abortiti, ma il tempo della maturazione è avvenuto nel mese di settembre 1995, quando, sollecitati da Maurizio, abbiamo deciso di assumerci questa responsabilità.
Il 18 ottobre 1995 (festa di S. Luca, protettore dei medici ed evangelista di Maria) ci siamo incontrati con il direttore generale del nostro ospedale, il quale ci ha accolto con molta cortesia e disponibilità. Dopo avergli esposto le nostre motivazioni, le nostre richieste sono state accettate con favore, tanto che è stato convocato subito anche il direttore sanitario incaricato di renderle esecutive. Ci è stato chiesto di preparare per iscritto una bozza per un protocollo di intesa nel quale venivano stabilite le modalità per il ritiro degli embrioni e l'abbiamo presentata per la delibera. Il 24 gennaio 1996 c'è stata l'approvazione. Speravamo di renderla esecutiva nel più tempo possibile, ma non è stato così.
Prima difficoltà che non avevamo tenuto presente: le due divisioni di ostetricia erano situate in un edificio staccato dal complesso ospedaliero di alcune centinaia di metri e non erano provviste di obitorio, quindi, il trasporto quasi sempre giornaliero da tali divisioni dell'ospedale, dove potevano essere conservati in congelatore nell'obitorio, diveniva problematico, poiché per legge è consentito solo tramite l'impresa di pompe funebri. Ci tranquillizzarono comunicandoci che però era previsto il trasferimento delle due divisioni, all'interno del complesso ospedaliero, per il mese di febbraio, ma abbiamo dovuto allenare la nostra pazienza nell'attesa di quanto promesso. Nel frattempo con numerose telefonate abbiamo mantenuto un continuo contatto con l'ospedale a causa di un cambiamento ai vertici delle direzioni siamo stati convocati altre due volte per chiarire alcuni punti, visto che questo discorso risultava nuovo per tutti.
Finalmente giungiamo al 16 dicembre 1996, giorno in cui le due divisioni sono trasportate nella sede definitiva dell'ospedale, ma per problemi di sistemazione interna solo il 25 febbraio 1997 riceviamo la lettera in cui ci comunicano che la raccolta dei piccoli sarebbe cominciata il 7 aprile (giorno del Padre e giorno nel quale, quest'anno, la Chiesa ha celebrato la festa dell'Annunciazione della nascita di Gesù). Il nostro impegno era intanto continuato nel presentare domanda al sindaco, per ottenere un pezzo di terreno in un unico campo del cimitero, negli incontri con il medico legale della USL per il permesso di trasporto e seppellimento, con i responsabili del cimitero, degli uffici municipali e delle pompe funebri. Abbiamo preparato le cassettine per accogliere questi piccoli, con tanto amore curandone anche i particolari esterni ed interni. Il nostro vescovo ha accolto e benedetto tutto questo impegno delegando un sacerdote da lui designato a presiedere alla Messa e al rito di sepoltura. Ma anche quest'ultima parte così importante per tutti noi ha avuto un imprevisto.
A causa delle elezioni, nella nostra Città, non esiste attualmente una giunta comunale che possa fare nuove delibere. Il nostro è un caso nuovo e particolare e perciò per ora ci siamo dovuti attenere alle leggi vigenti che ci hanno consentito il trasporto dall'ospedale al cimitero e pertanto il rito funebre si è celebrato lì. Ieri 5 maggio, giorno del funerale altro imprevisto: per un malinteso gli operai del cimitero non avevano avuto l'ordine di preparare la buca per l'inumazione e i piccolini sono finiti di nuovo in un congelatore. Ma prima di questo un buon numero di persone, all'entrata del cimitero, hanno accolto con amore e commozione queste 4 piccole bare che accompagnate dal sacerdote, provenivano dall'ospedale, dove quattro di noi avevano prelevato i 16 contenitori con i piccolini dal congelatore e dopo averli depositati nelle cassettine avevano pregato e partecipato alla benedizione.
Al cimitero i sacerdoti presenti arano tre e con loro abbiamo meditato i misteri del Rosario e abbiamo cantato in un clima di profondo raccoglimento. Poi le letture e le preghiere del rito funebre. Il sacerdote che presiedeva ci ha consegnato un invito che sentiva nel suo spirito proveniente da quello dei piccolini: "A loro non è stato concesso di sorridere e chiedono a noi di farlo per loro, in ogni circostanza della vita". Poi in processione dietro al carro funebre li abbiamo accompagnati all'obitorio. Come ultimo saluto il canto "Gerusalem, Gerusalem." e la supplica a Maria: "Sotto la tua protezione". Questa mattina nella celebrazione della Messa abbiamo ricordato questi piccoli e abbiamo pregato per le famiglie. Alle 10, quattro dei fratelli maggiori, hanno preso dal congelatore le cassettine e in processione pregando il Rosario, cantando a Maria, invocando i nostri santi diocesani e i piccoli martiri, chiedendo che la misericordia della SS Trinità scendesse su tutta la città, li abbiamo portati al campo della sepoltura. Anche gli addetti allo scavo erano commossi e si muovevano con molto rispetto e delicatezza con un senso, direi di riverenza, che tutti noi abbiamo notato.
Davanti a quel mucchietto di terra, ricoperto dai fiori che molti avevano portato, abbiamo percepito una profonda pace, come se "loro" si sentissero finalmente arrivati a destinazione. Certi del loro potere di intercessione, subito ne abbiamo approfittato. Il sacerdote ha manifestato a nome di tutti le intenzioni di preghiera: per il nostro seminario, per il nostro Vescovo, per il Papa, per tutte le famiglie, genitori e parenti coinvolti in questi aborti e poi un momento di silenzio perché ognuno nel proprio cuore potesse esprimere le intenzioni particolari. Tutto questo è stato accompagnato dai presenti con preghiere e canti. A malincuore abbiamo lasciato quel luogo per ritornare alle nostre case.
Ti ringraziamo o Madre perché, ripercorrendo nella memoria questo tempo, siamo sempre più sicuri che anche nelle piccole amarezze e nelle attese di questi lunghi giorni, tutto è stato condotto da Te, con S. Michele Arcangelo, patrono del nostro ospedale e grazie a voi piccoli fratellini, perché sappiamo che da oggi la nostra città potrà contare sull'intercessione di trentuno piccoli martiri.
Un ringraziamento riconoscente ai sacerdoti che ci hanno sostenuti e aiutati in questo cammino: P. Giuseppe, Don Franco, P. Candido e un grazie a tutti coloro che con la loro generosità e disponibilità a collaborare, hanno contribuito alla realizzazione di questo grande progetto del cuore di Dio Padre.
Grazie a Lei P. Andrea, che facendosi portavoce di questo progetto ce lo ha additato e con la sua testimonianza ci ha sostenuto nell'accettare tutto sempre nella volontà del Padre. Un saluto affettuoso a tutti.
Emilia, Gianna, Giuseppe, Patrizia, Stefania, Roberta.
(da: "Dio è Padre", luglio-agosto 1997)
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Rispondendo all'appello del Santo Padre, che nell'Evangelium Vitae ha chiamato la Chiesa e l'umanità ad un comune sforzo etico permettere in atto una grande strategia a favore della vita ed ha affidato a Maria ['intera causa della vita, si è svolto presso il Santuario di Guadalupe, in Città dei Messico, dal 27 al 31 ottobre 1999, un incontro internazionale denominato The Guadalupan Appeal. Dinanzi alla Madre di Dio è stato consacrato l'impegno nella difesa della vita, attraverso la preghiera proclamata dal primate della Chiesa messicana, il Card. Norberto Rivera. Nelle giornate si è svolto un importante Congresso Scientifico, promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita su Dignità e Statuto dell'embrione umano. Un nuovo contributo nel cammino del rispetto della dignità umana è stato offerto nell'intervento del Card. Alfonso López Trujillo, che ha evidenziato la pietà dovuta alle spoglie dei bambini abortiti: ...tutti i bambini abortiti hanno diritto ad essere pietosamente sepolti ... Tutti dobbiamo impegnarci a tale scopo... Da Guadalupe è stato lanciato questo messaggio, innovativo e coinvolgente, a tutti i fedeli cattolici e ad ogni uomo di buona volontà.
(da: THE GUADALUPAN APPEAL, DIGNITÀ E STATUTO DELL'EMBRIONE UMANO, Atti del Congresso scientifico internazionale, Libreria editrice vaticana, Città del Vaticano, 2000).
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Il seppellimento dei bambini non nati nella città di Novara |
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A Novara c'è chi con discrezione, garantisce una dignitosa sepoltura "a tutte quelle creature umane che sono morte prima di vedere la luce, perché abortite". L'inciso del Vescovo Mons. Renato Corti all'omelia della Messa del primo novembre al cimitero di Novara suona come sorpresa per la molta gente convenuta. Il "chi" è un gruppo di persone che dallo scorso maggio 1997 una volta al mese, si ritrova al cimitero urbano; attende in preghiera l'arrivo del carro funebre con quattro, cinque, sei piccole bare bianche, ognuna delle quali contiene una decina di "prodotti abortivi"; sono chiamati così nel linguaggio freddamente burocratico coloro che il Vescovo all'omelia ha chiamato "angeli", anzi "angeli custodi anche per chi non li ha sufficientemente amati".
Le piccole bare, dopo un canto e un momento di preghiera, vengono deposte in un'unica fossa. E così, ogni mese, si aggiunge una tomba nel campo dei bambini. Su ogni tomba un mazzo di fiori e una lapide con la data della sepoltura, una croce e una scritta O Maria, madre di tutti i viventi noi ci affidiamo a te. L'iniziativa di dare sepoltura ai bambini non nati è nata nell'ambito di un gruppo di preghiera avviato all'inizio dell'anno mariano del 1987 da Mons. Francesco Maria Franzi e da alcuni laici. Nel gruppo è maturata l'esigenza di prestare una particolare attenzione alla difesa della vita, con la vicinanza alle famiglie in difficoltà e la presa di coscienza della gravità dell'aborto. Provvidenziale è stato l'incontro con P. Andrea D'Ascanio, cappuccino di L'Aquila, animatore del Movimento per la vita denominato Armata Bianca e promotore del seppellimento dei bambini non nati. Alcune persone del gruppo di preghiera insieme con alcuni responsabili del Rinnovamento nello Spirito si sono sentite interpellate a promuovere anche nella nostra città la stessa iniziativa. Si è così avviato il lungo cammino burocratico che ha portato ad un "protocollo d'intesa per il ritiro dei prodotti abortivi" tra l'azienda ospedaliera maggiore della città di Novara e l'associazione volontaria, Movimento per la vita Armata Bianca aquilano. Questa intesa si basa sul D.P.R. del 10 settembre 1990, n. 285. Particolareggiatamente il protocollo d'intesa prevede che i prodotti abortivi per ogni seduta di interruzione volontaria di gravidanza, o per aborto spontaneo, vengano raccolti in speciali contenitori forniti dall'Associazione; i contenitori saranno poi portati nei locali predisposti presso l'obitorio, dove saranno conservati secondo la normativa vigente. L'Associazione provvede a ritirare i contenitori, una volta al mese, a deporli in apposite cassettine di legno che vengono poi consegnate all'agenzia di pompe funebri. A cura della direzione sanitaria, viene tenuto un registro di carico e scarico dei contenitori conservati e successivamente consegnati ai volontari dell'associazione e così dal mese di maggio dello scorso anno, di mese in mese, sono stati sepolti un numero molto grande di bambini non nati, esattamente 623. Questo il fatto in un essenziale racconto.
In margine a questo gesto di pietà che continua ormai da quindici mesi sono maturate molte considerazioni . Innanzitutto una maggiore consapevolezza del valore della vita e della dignità della persona umana fin dal suo concepimento, e questo non tanto per un effetto di denuncia esplicita - a Novara, infatti, il seppellimento dei bambini non nati avviene nella più grande discrezione e nel più profondo rispetto di tutti - ma per un'intima presa di coscienza. Inoltre l'atto di pietà e il rito del seppellimento porta in sé una valenza consolatoria che da la possibilità di recuperare intimamente il trauma psicologico dell'interruzione della gravidanza. Alcune testimonianze sia pubbliche che private hanno fatto emergere questo valore prima sconosciuto. Nello stesso tempo è cresciuta anche l'attenzione al sostegno delle mamme in difficoltà, in modo particolare attraverso il Progetto Gemma.
Questo sul versante dell'esperienzialità, non minore, anzi ancora più forte l'insegnamento della Chiesa sia nell'antichità che nel Magistero recente. È sorprendentemente pertinente a questa tematica la questione posta da Sant'Agostino nel libro XXII del De Civitate Dei. Rispondendo alle provocazioni di alcuni polemisti pagani che intendevano mettere in ridicolo l'annuncio cristiano della resurrezione dei corpi, Agostino risponde in questo modo: "riguardo ai feti abortiti, che sono morti nel seno della madre dopo essere vissuti per un certo tempo, (...) non vedo come sia possibile escludere anche la loro resurrezione dai morti, se non vengono cancellati dal novero dei morti. Infatti o non tutti i morti risorgeranno e alcune anime umane rimarranno in eterno senza i corpi, pur avendo avuto corpi umani, anche se nelle viscere materne; oppure se tutte le anime umane riceveranno i rispettivi corpi nell'atto di risorgere, indipendentemente dal luogo in cui vissero e da quello in cui morendo sono stati lasciati, non vedo come si possono escludere dalla resurrezione dei morti tutti coloro che sono morti anche nel seno materno. In ogni caso, (...) ciò che diremo a riguardo della resurrezione dei neonati si deve intendere come riferito anche a quelli". E, quanto ai neonati, Agostino - nel suo audace addentramento - fa valere, in senso ovviamente retroattivo, la frase di Gesù secondo cui " nemmeno un capello del vostro capo perirà". Qui, infatti, il Signore non solo afferma che "non mancherà ciò che ci fu, ma non nega che ci sarà, ciò che mancò". Il Magistero recente ha affrontato ampiamente gli argomenti della difesa e della dignità della vita umana e riveste grandissima importanza l'istruzione della Sacra Congregazione per la dottrina e la fede dedicata a Il rispetto della vita umana nascente e la dignità della procreazione, Donum vitae (febbraio 1987) dove si dice "i cadaveri di embrioni o feti umani, volontariamente abortiti o non, devono essere rispettati come le spoglie degli altri esseri umani" (Cfr. parte I, n. 4).
Per noi a Novara risulta importantissimo il messaggio di Mons. Renato Corti al cimitero cittadino in occasione della Solennità di Tutti i Santi, 1 novembre 1997: "... tutte quelle creature umane che sono morte prima di vedere la luce; i bambini che anche sul nostro territorio novarese sono morti prima di nascere a causa di qualche precocissima malattia; penso soprattutto a coloro che non sono stati amati abbastanza per volere che venissero alla luce e sono diventati degli aborti. Queste creature a cui si nega il diritto alla vita sono un numero considerevole (i dati forniti dall'ISTAT parlano di 134.000 aborti eseguiti nelle strutture pubbliche in Italia nel 1996). In questo momento di preghiera noi siamo condotti a pensare che queste creature - per le quali vi è anche chi con discrezione garantisce una dignitosa sepoltura - sono angeli di Dio. Non sono essi ad avere bisogno delle nostre preghiere, sono piuttosto loro a pregare per noi e a diventare come degli angeli custodi, anche per chi non li ha sufficientemente amati. Con gli angeli e con i santi essi sono nostri patroni. La preghiera deve diventare anche impegno di educazione della coscienza, spesso obnubilata anche su un punto così rilevante come la vita nascente, vicinanza alle donne in difficoltà, sia attraverso il consultorio famigliare, sia attraverso strutture di accoglienza delle madri, sia attraverso mille piccoli segni di sostegno che possono essere dati ai vicini di casa, o alla famiglia del piano di spora, o alla ragazza di cui si conoscono le fatiche o i rischi. La concreta carità è importante come le affermazioni di principio, se non di più, e va dunque premurosamente messa in atto."
Don Maurizio Gagliardini
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PREGHIERA PER LA CANONIZZAZIONE DEI
BAMBINI UCCISI DALL'ABORTO
Nel nome dei Padre, dei Figlio e dello Spirito Santo.
Padre onnipotente ed eterno, invocando lo Spirito Santo, il Signore donatore di vita, e confidando nel potere salvifico dei nome di Gesù e dei Suo preziosissimo sangue, credo fermamente che tutti i bambini che sono stati volontariamente privati della vita per mezzo dell'aborto, sono stati lavati nel sangue di Gesù e sono per certo veri martiri che "vivono nel Signore" (1), poiché hanno ricevuto il battesimo di salvezza nel sangue.
Ti prego, Padre Celeste, in considerazione della silenziosa testimonianza resa alla Tua santa parola, che proibisce assolutamente l'uccisione di innocenti, di concedere, attraverso l'intercessione di Maria, Madre delle Ferite Nascoste e Mistiche, di S. Giuseppe, di S. Giovanni Battista e di tutti i martiri e i santi, che questi piccoli compagni dei primi santi innocenti siano riconosciuti dalla Madre Chiesa affinché dalla ricchezza di meriti contenuta nel loro martirio si possa attingere più abbondantemente.
Con fiducia Ti imploro, caro Signore, attraverso l'intercessione dei milioni di bambini martiri uccisi nel grembo materno, i cui angeli contemplano il Tuo volto, di concedermi... (citare la grazia che si desidera).
Padre onnipotente, fa' che alla loro testimonianza al Tuo Divino Figlio Gesù Cristo, che è la Via, la Verità e la Vita, sia data voce nella Chiesa Universale per proclamare in modo ancora più eloquente la Sua vittoria sul peccato e sulla morte. Possa il loro martirio dare al mondo ampia testimonianza della Verità e degli insegnamenti della Santa Chiesa Cattolica per la salvezza delle anime e per l'eterna gloria della Santissima Trinità.
Oh, mio Gesù, Divina Innocenza, trionfa nell'innocenza crocifissa di quei piccoli! Amen.
Nota (1) Papa Giovanni Paolo Il, Enciclica Evangelium Vitae, 1995. "Capirete che niente è definitivamente perso e potrete anche chiedere perdono per vostro figlio, che ora vive nel Signore".
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AVVISO IMPORTANTE
In conseguenza dell'esperienza di Novara è nato un piccolo gruppo che si trova tutti i secondi e i quarti venerdì di ogni mese, alle 20.45, nella cappella dell'ospedale di Correggio (RE), per recitare il rosario per i bambini non nati a causa dell'aborto e per le loro mamme, senza per questo dimenticare tutti i degenti e le persone che lavorano nel nostro ospedale. Chiediamo alle parrocchie del Vicariato di Correggio di partecipare a quest'iniziativa di testimonianza in favore della vita e della solidarietà per chi soffre.
Data ultima revisione: sabato 13 novembre 2004