NOTIZIE STORICHE DI FOSDONDO
"La villa di Fosdondo nel correggese, che ha una estensione dì biolche 29,219 confina a levante con quella di S. Prospero di Correggio e di Canolo, a mezzodì con Massenzatico, a ponente con Pieverossa e S. Michele della Fossa ed a settentrione con S. Michele suddetto e Canolo.
Intorno a questa Parrocchia abbiamo già pubblicato, nel 1904, alcune notizie in occasione del possesso del novello Rettore Don Massimiliano Predieri, che ci studieremo qui di compendiare.
FOSDONDO che appartenne ed appartiene tuttora al Comune di Correggio, trovasi nominata fra i luoghi compresi nel patrimonio matildico e fra quelli in cui la Chiesa di Reggio aveva dei beni, come ci mostrano più documenti degli anni 963-1033-1073 e 1092 ed altre carte dell'archivio Capitolare di Reggio e del Monastero di S. Prospero (Tiraboschi, Diz. Topogr. I, 314).
Era ivi il Castello dell'antichissima Chiesa di Camporotondo, matrice di tutto il Correggese che trovasi enumerata fra le Pievi de "regiensi episcopatu" che il Marchese Bonifacio, padre della Contessa Matilde di Canossa, ricevette in enfiteusi dalla Chiesa di Reggio, come ce lo fa conoscere il documento del 1070 (Cod. dip. II,50).
Anche i privilegi imperiali e papali degli anni 980-1144-1146 ecc. ci parlano di Camporotondo. L'ultima volta che vediamo farvi menzione di questa Pieve è nel 1224. Nel 1272 il Castello di Camporotondo fu occupato a viva forza dai Correggesi, i quali un lustro appresso lo ebbero anche legalmente (Cod. dip. V, 86), e probabilmente in quel lasso di tempo la plebana fu trasportata e unita a Fosdondo, poiché nel 1256 quivi troviamo già un Arcíprete o Plebano; il Castello poi di Camporotondo insieme a quello degli Orsi, che era in quelle vicinanze, fu distrutto, ignorandosene l'epoca precisa, ed entrambi furono ridotti ad una motta, circondata da alti ripari e da fossati, che nel 1459 appartenne ai Signori di Correggio, dai quali fu ceduta al Duca Borso. Questi la diede poi ai Signori Zoboli, come ci risulta da diversi atti notarili citati in una memoria dell'Archivio Parrocchiale dì Fosdondo. I Zoboli l'assegnarono poi come dote della Collegiata di San Nicolò di Reggio, da essi fondata.
Pare che l'antichissima Pieve di Camporotondo avesse per titolo "Santa Maria", mentre Fosdondo ha sempre avuto per titolare "l'Ascensione di N.S.G.C.".
Che se in alcuni atti del sec. XII e XIV troviamo nominata la Pieve di Santa Maria di Fosdondo ciò deve attribuirsi all'unione delle due Pievi, accennata più sopra.
Le cappelle dipendenti dalla Pieve di Fosdondo erano: 1° S. Quirino di Correggio 2° S. Salvatore di Mandrio 3° S. Prospero di Correggio 4° S. Píetro di Budrío 5° S. Paolo di Canolo 6° S. Giovanni di Canolo 7° S. Giacomo di Cognento 8° S. Michele della Fossa ecc. Tutte queste Chiese ricevevano da Fosdondo gli Olii Santi per la Benedizione del Sacro Fonte e per gli altri Sacramenti.
Venne però il sec. XVI che fu fatale per la nostra Pieve. L'importanza che aveva già assunto la Contea di Correggio, l'ambizione dei potenti Signori da Correggio, desiderosi di avere nella sede principale dei loro domini un corpo ecclesiastico che ne accrescesse il decoro e molto più il triste abuso di concedersi le Pievi ed anche le più umili Chiese in commenda, spianarono la via all'erezione della Collegiata di S. Quirino, che tentata inutilmente nel secolo decimoquinto, ebbe la sua attuazione sul principio del seguente a spese di quattro delle principali Chiese del Correggese. Infatti, nel novembre 1508 il Card. Francesco Alidosi, Legato in Bologna, ad istanza del Conte Giberto eresse la Collegiata di S. Quirino e per la mensa vi unì le Pievi di Fosdondo e di Fabbrico e le due Chiese Parrocchiali di Campagnola e di S. Martino di Correggio, salvi però i diritti dell'Ordinario e delle Chiese matrici, unione che venne poi confermata da diversi Pontefici, come abbiamo già veduto nell'articolo sopra Correggio.
In forza di tale unione i Canonici di Correggio andarono in possesso dei beni della Pieve di Fosdondo con rogito di Camillo Donnini, 1 aprile 1570. Consistevano questi beni in due grosse possessioni, site in Fosdondo stesso, L'una detta la Grande. e l'altra la Píccola, dalle quali ricavavasi una rendita di 75 scudi d'oro. In seguito poi ì Canonici divisero la prima in due fondi distinti, mediante un nuovo fabbricato (Archivio dì Stato dì Modena, Soppressioni fila N° 346).
In conseguenza di tale unione la Parrocchia di Fosdondo venne governata da quell'epoca da Curati ammovibili ad nutum del Capitolo di Correggio, il quale pagava loro un meschino assegno, tantoché nel 1754 i tre Curati di Fosdondo, di Fabbrico e di Campagnola ricorsero al Vescovo Castelvetri affinché mediante il suo appoggio potessero ottenere un più conveniente sostentamento.
Ma i Canonici, che erano sempre restati restii, seppero sii scaltramente condurre le cose, che la domanda dei tre Curati rimase lettera morta.
Restava a Fosdondo un sogno dell'antica Plebania, ma anche questo, la distribuzione deglì Olii Santi, dietro esplicita istanza dei Canonici venne con decreto del Vescovo Francesco M. d'Este, 12 marzo 1796, tolto a Fosdondo e trasferito a Correggio. Se nonché come era venuta la fine della Pieve, così venne pure quella della Collegiata.
Scoppiata la rivoluzione del 1796, non si tardò gran tempo a far preda dei beni della Chiesa ed a sopprimere i Conventi e le Collegiate. Anche quella di Correggio fu soppressa nel 1798 ed i suoi beni furono ben presto ìndemaniati e venduti. Il Curato di Fosdondo rimase senza emolumento, e ci volle del tempo parecchio inde ottenere dal Governo un miserabile assegno, in forza del quale volle pure subentrare nei diritti dell'estinta Collegiata col nominare il Curato di Fosdondo, come di fatti fece per la prima volta nel 1813.
Accaduta poi la restaurazione Estense, il diritto dì patronato passò al Duca Francesco IV, il quale nel 1845 lo rinunciò, insieme ad altri patronati di simile provenienza, al Vescovo di Reggio, sicché da quell'epoca la nostra Chiesa divenne di libera collazione. Nel 1884 Poi. il Vescovo Conte Guido Rocca conferì al Curato di Fosdondo il titolo di Rettore, soggetto dopo la soppressione del plobanato, al Vicariato di Correggio".
Per quanto riguarda il novecento, ecco i parroci che si sono succeduti:
1904: Predieri Massimiliano di Reggio, cappellano di S. Prospero di Correggio. Prese solenne possesso della sua Chiesa il I° gennaio 1905, ma solo dopo quattro anni, colpito da inesorabile morbo, morì in Reggio nella Canonica di S. Teresa V/M. l'11 settembre 1908, in età di 35 anni. Ecco la memoria marmorea che lo rícorda: Siste pie lector-Et Maximilìano Predieri Sac.Huius Paroeciae Per quadriennium Tectorì-Fìdeì sìmul ac religionis-Cultori dilìgentissimo-humaniarum letteraram non incuxioso-III id. Sept.a. MCMVIII-Immatura heu morte correpto-D.O.M.-Iustum bonumque et iudicem et patrem ad precare.
1909: Pivetti Oreste, Cappellano di S. Pellegrino nei Sobborghi di Reggio. Gli importanti restauri, eseguiti nella Chiesa, la nuova Canonica, la bella Sagrestia, il nuovo concerto di Campane, gli arredi sacri procurati alla Chiesa, sono la prova manifesta del suo zelo per l'antica Plebana. Peccato che nonostante tanta operosità non abbia saputo ritornarla alla antíca forma! Morto il 4 aprile 1947.
1948: Zavaroni Idolo Alfredo di Montecchio, già Curato a Budrio, Calerno, Cappellano Militare, Vicario adiutor a Vezzano sul Crostolo, ed a Correggio, índi Prevosto della Plebana di Fosdondo l'11 giugno 1948. Morì nella seconda metà degli anni ottanta, sempre nella sua parrocchia, dopo alcuni anni d'infermità passati nella locale Casa della Carità, che egli aveva così tenacemente voluto.
1980: Bartoli Pietro.
1981: Gherpelli Danilo, ora parroco a Castenuovo sotto in provincia di RE.
1989: Patti Daniele, fratello della Casa della Carità.
1990: Guandalini Renzo, già parroco della parrocchia di Canolo, ora anche di Fosdondo.
1994: Varini Agostino, sempre parroco di Canolo e Fosdondo. In questo periodo s'inizia a parlare d'Unità Pastorale con le altre due parrocchie vicine, cioè S. Prospero e Budrio.
1996: Imovilli Fernando, ora missionario in Brasile. Il 15 ottobre 1996 una scossa di terremoto del 7° grado della scala Mercalli fa tremare tutta la bassa reggiana: Correggio, Novellara, Bagnolo in Piano e anche Reggio. I danni più gravi si hanno alle chiese e ai vecchi edifici. Le chiese di Canolo e Fosdondo, con un unico parroco, sono dichiarate inagibili.
1998: Gherardi Evandro, ha ricostruito totalmente le chiese di Fosdondo e Canolo dal terremoto del 1996. Nell'anno 2006 viene nominato parroco nella parrocchia del Buon Pastore di Reggio E.
2006: Don Giuliano Guidetti, nominato parroco dal vescovo delle nostre due parrocchie.
Data ultima revisione: domenica 15 ottobre 2006