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LICEO "SAFFO" - Roseto

Anno Scolastico 2008-09

Laboratorio didattico per gli studenti

delle Scuole Medie Superiori

 

sul tema

"La felicità è una merce favolosa:

più se ne dà e più se ne ha"

proposto dagli insegnanti di religione cattolica del liceo

Referente del Progetto

prof. Giuseppe Bonomo

 

Progetto per gli studenti delle Scuole Medie Superiori

"La felicità è una merce favolosa:

più se ne dà e più se ne ha"

 

Il progetto intende proporre una riflessione sul tema della felicità, una dimensione interiore dell’uomo, un’aspirazione fondamentale che egli ha fin dalla nascita, di cui forse non e’ consapevole, ma di cui ha certamente bisogno.

L’interesse attorno a questo tema, che fin dall’antichità ha coinvolto filosofi e letterati,si è esteso oggi anche all’ambito economico-sociologico: sempre più spesso gli economisti si interrogano sul "paradosso della felicità" per cui si registra che nelle nostre società, ad un aumento del reddito medio pro capite e della qualità della vita, non corrisponde affatto un aumento del livello medio di felicità.

Per Pascal, come dalla citazione che dà il titolo al progetto, la felicità è una "merce favolosa"; essa infatti non è un bene di scambio o che si può comprare, ma è un bene che viene dal di dentro della persona, diventa reale e si accresce solo se condiviso. Ma quanti oggi ne riescono a cogliere il valore?

In una società ripiegata su se stessa, adagiata sulla "finitudine", dove si esalta il piacere dell’istante, l’uomo contemporaneo, nella sua ricerca affannosa, come può ritrovare una gioia piena e durevole che non dipenda da falsi miti, da ingannevoli promesse?

Come può perseguire il suo desiderio di infinito e cercare risposte a quella domanda di felicità che da sempre anima il suo cuore?

Destinatari

Alunni delle classi del Liceo "Saffo" di Roseto

Obiettivi

Il progetto è rivolto agli studenti delle Scuole Medie Superiori per invitarli a riflettere sul concetto di

" felicità" in questo particolare momento storico, in cui spesso i giovani sono i primi bersagli di una cultura nichilista che li incoraggia a rincorrere modelli culturali che promettono ma alla fine deludono, che sembrano riempire la vita ma invece la svuotano. Una cultura che insinua in loro la convinzione che nulla di grande e di bello sia da perseguire nella vita ma che ci si debba accontentare di un "qui ed ora".

Dunque l’attualità di questa riflessione e la necessità della presenza di testimoni e maestri che sappiano "educare la domanda di felicità" dei giovani perché evitino di trovare le risposte in esperienze negative e possano coltivare e fare emergere il loro entusiasmo, la disponibilità agli altri, la capacità di sacrificio, l’ ammirazione e vocazione per gli ideali più alti e non rimangano delusi delle loro aspettative future. Solo in questa crescita i giovani potranno sperimentare la gioia anche se c’è dolore e sofferenza con la consapevolezza che la gioia vera è più profonda, più ricca di futuro di ogni limite e dolore.

 

Contenuti

Al fine di agevolare la riflessione su questo tema dalle molteplici e complesse sfaccettature nell’ambito delle varie dimensioni dell’essere e dell’esistenza umana, si propongono alcuni spunti di analisi riferiti al pensiero di personaggi che, nel corso della storia, hanno sentito il desiderio di cogliere e di penetrare il mistero dell’infinita ricerca umana e testimoniare il loro ideale di felicità.

L’uomo è artefice della propria felicità?

Il "cuore inquieto" con cui Agostino rilegge la propria vita alla luce della fede è anche il cuore dell’uomo moderno alle prese con la domanda più antica del mondo: l’uomo è artefice della propria felicità?

"A che cosa deve tendere l’uomo per essere felice, dato che non solo può non essere felice chi non abbia ciò che desidera , ma anche chi ottiene ciò che vuole?.......................

…………………………...Poichè l’uomo deve tendere, quando lo vuole, a quello che vuole, questo dovrà essere perenne, non dipendente dalla fortuna o soggetto agli eventi.

Non possiamo infatti essere paghi, quando e per tutto il tempo che vogliamo, di una cosa mortale e caduca………..

Dio è principio della nostra felicità, fine di ogni desiderio. Scegliendolo, tendiamo a lui con una scelta d’amore per cessare dall’affanno all’arrivo, felici appunto perché in possesso della pienezza in quel fine. Il nostro bene non è altro che vivere in unione con lui, perché l’anima intellettuale si riempie e si feconda delle vere virtù soltanto nell’abbraccio incorporeo di lui"

Agostino

"Che cos’è dunque la felicità, mio caro amico? E se la felicità non c’è che cosa è dunque la vita?"

Leopardi (da una lettera all’amico A. Jacopssen )

La felicità è un diritto?

"…… Noi fermamente crediamo che tutti gli uomini sono stati creati e dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, tra i quali quelli alla Vita, alla Libertà e alla ricerca della Felicità"

(Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America, 4 luglio 1776)

"La nostra Costituzione utilizza quattro verbi riguardo alla felicità nei primi articoli, quelli sui diritti."Riconoscere" i diritti dell’uomo non ad essere felice, ma a sviluppare le condizioni per diventarlo e quindi "Garantirli" per esempio nelle formazioni sociali come la famiglia. Ma anche "Richiedere" perché esige oltre ai diritti anche i doveri. "Rimuovere" gli ostacoli sul cammino dello sviluppo, utilizzando strumenti oggi fuori moda come la solidarietà. Quindi va ribadito ai giovani che i valori fondamentali della nostra carta repubblicana mettono l’uomo nella condizione di conquistarsi la felicità"

Valerio Onida

"Nessuno ha il diritto di essere felice da solo,,,,,,,, La felicità è la sola cosa che si è sicuri di possedere, appena la si è partecipata"

Raoul Follereau

Felicità e progresso

"Noi tutti vogliamo aiutarci vicendevolmente. Gli esseri umani sono fatti così. Vogliamo vivere della reciproca felicità, ma non della reciproca infelicità. Al mondo c’è posto per tutti. E la buona terra è ricca e in grado di provvedere per tutti. La vita può essere libera e bella, ma noi abbiamo smarrito la strada: la cupidigia ha avvelenato l'animo degli uomini, ha chiuso il mondo dietro una barricata di odio, ci ha fatto marciare, col passo dell'oca, verso l'infelicità. Abbiamo aumentato la velocità, ma ci siamo chiusi dentro.

Le macchine che danno l'abbondanza ci hanno lasciato nel bisogno. La nostra sapienza ci ha resi cinici; l'intelligenza duri e spietati. Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. Più che di macchine abbiamo bisogno di umanità. Più che d'intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e di bontà. Senza queste doti la vita sarà violenta e tutto andrà perduto.

L’aereo e la radio ci hanno avvicinati. E’ l’intima natura di queste cose a invocare la bontà dell’uomo, a invocare la fratellanza universale, l’unità di tutti noi."

Charlie Chaplin ( da " il Grande Dittatore")

"Non esistono grandi scoperte né reale progresso finchè sulla terra esiste un bambino infelice".

Albert Einstein

Felicità e libertà.

"Nessuno mi può costringere ad essere felice a suo modo (come cioè egli si immagina il benessere degli altri uomini), ma ognuno può ricercare la sua felicità per la via che a lui sembra buona, purchè non rechi pregiudizio alla libertà degli altri di tendere allo stesso scopo, in guisa che la sua libertà possa coesistere con la libertà di ogni altro secondo una possibile legge universale (cioè non leda questo diritto degli altri) ".

E. Kant

"La felicità assomiglia forse alla libertà :non alla libertà di scelta che inchioda ad opzioni spesso artefatte , allo scaffale di un supermercato , ma alla libertà di poter essere liberi………La felicità ha la figura di una promessa che non facciamo a noi stessi, perché porta con sé il segno dell’altro. L’altro non è un diversivo ma una novità che irrompe rivolta alla infelicità che ci riguarda, e che è illusorio raggiungere in qualche privata sicurezza. Perché la felicità ha il segno dell’altro- mai perciò dove sono io con me stesso, noi con noi stessi- sorpresa di un incontro che incontra. Di una promessa che mi è fatta, scritta al contrario sul volto ferito dell’altro".

F. Riva

Felicità come dono

" Non aspettare di finire l’Università, di innamorarti, di trovare lavoro, di sposarti di avere figli e di vederli sistemati, di perdere dieci chili…..che arrivi il venerdì sera o la domenica mattina, la primavera, l’estate, l’autunno o l’inverno…….non c’è momento migliore di questo per essere felice. Donati interamente a Dio. Egli si servirà di te per compiere grandi cose a condizione che tu creda più nel suo amore che nella tua fragilità"

Madre Teresa di Calcutta

"Felicita’ è donarsi e accogliere i doni della vita. Il dono è il grande fabbricante di felicità: perché senza il dono non c’è amore, né dato né ricevuto. E se l’essere umano non ama gli altri, i suoi compagni di avventura nel mondo, nella vita, non può essere felice. Sarà magari ricco, potente, <<di successo>>, ma gli mancherà sempre quella lucentezza nello sguardo, quella allegra amicizia tra corpo e anima che accompagna la felicità e che nasce dall’amicizia tra il suo corpo e anima, e quello degli altri."

Claudo Risé

"Il mondo in cui viviamo è scosso da varie crisi, tra le quali una delle più pericolose è la perdita del senso della vita.

Gesù offre una cosa; lo "spirito del mondo" ne offre un’altra. Lo "spirito del mondo" offre molte illusioni, molte parodie della felicità. non vi è forse tenebra più fitta di quella che si insinua nell’animo dei giovani quando falsi profeti estinguono in essi la luce della fede, della speranza, dell’amore. Il raggiro più grande, la maggiore fonte di infelicità è l’illusione di trovare la vita facendo a meno di Dio, di raggiungere la libertà escludendo le verità morali e la responsabilità personale. […] Chi potrà, dunque, misurare e colmare le attese dell’uomo? Chi se non Colui che, essendo l’autore della vita può appagare l’attesa che Egli ha posto dentro al suo cuore? Egli si avvicina a ciascuno per proporre l’annuncio di una speranza che non inganna; Egli, che è contemporaneamente la via e la vita: la via per entrare nella vita."

Giovanni Paolo II

" La vita non è governata dalla sorte, non è casuale. La vostra personale esistenza è stata voluta da Dio, benedetta da lui e ad essa è stato dato uno scopo. La vita non è un semplice succedersi di fatti e di esperienze, per quanto utili molti di tali eventi possano essere. È una ricerca del vero, del bene e del bello. Proprio per tale fine compiamo le nostre scelte, esercitiamo la nostra libertà e in questo, cioè nella verità, nel bene e nel bello, troviamo felicità e gioia. Non lasciatevi ingannare da quanti vedono in voi semplicemente dei consumatori in un mercato di possibilità indifferenziate, dove la scelta in se stessa diviene il bene, la novità si contrabbanda come bellezza, l’esperienza soggettiva soppianta la verità. Quanto è facile accontentarsi dei piaceri superficiali che l’esistenza quotidiana ci offre; quanto è facile vivere solo per se stessi, apparentemente godendosi la vita. Ma prima o poi ci si rende conto che non si tratta di vera felicità, perché questa sta molto più in profondità: la troviamo soltanto in Gesù."

Benedetto XVI

Strumenti

Ogni classe che aderisce al progetto potrà consultare una copia dei seguenti testi:

- Carissimi giovani, carissimi amici…, Messaggi di Giovanni Paolo II

- Spe Salvi, Lettera Enciclica di Benedetto XVI

- Lettere sull’ autoformazione, Romano Guardini

- Il piccolo principe, A. de Saint – Exupery

- Aforismi sulla felicità

- Lettere sulla felicità , Epicuro

Un libricino a cura degli insegnanti di religione con poesie, aforismi e testi sulla felicità

Al termine del progetto si consiglia di vedere assieme il film La ricerca della felicità di G. Muccino (2006)

Metodologia e tempi di attuazione

Periodo: 10 marzo 10 aprile 2009 - con la possibilità di fase in fase di compresenza di due insegnanti di religione: il referente e chi ha lezione nella classe

1. Lettura in classe di alcuni passi dei documenti relativi al tema proposto e sotto la guida degli insegnanti. (3 ore )

2. Discussione sui passi letti e approfondimento in classe con il supporto di altri testi significativi.

Periodo: 15 aprile - 15 maggio

Produzione da parte degli studenti di elaborati (scritti, grafici e multimediali) che

esprimano domande, riflessioni, esperienze sulla tematica proposta. (3 ore)

3. Valutazione del lavoro svolto dai ragazzi (2 ore)

Il Referente del Progetto

Prof.Giuseppe Bonomo

Gli insegnanti coinvolti:

Prof.ssa Carla Giuliani

Prof.ssa Antonella Mannucci

Prof.ssa Silvia D’Amalio

Roseto, marzo 2009

 

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