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Zambra è conosciuta come (Dal vocabolario: Pippolo: m. Toscano, significa gambo piccolo; chicco; granello) Non sappiamo, con esattezza, che cosa si intendesse con questo termine, ma forse i nostri vecchi chiamavano "pippoli" le bacche di siepe, i pallini neri dell'alloro, dell'edere... I più anziani ci hanno raccontato questo: Tanti e tanti anni fa Zambra, paese che viveva esclusivamente di agricoltura, pullulava di negozianti e mediatori, che venivano da fuori paese per acquistare i prodotti dei campi. Un anno, in cui i raccolti erano stati piuttosto scarsi a causa del cattivo tempo e gli Zambrigiani stavano attraversando un periodo di carestia, capitò in paese un tizio, mai visto prima, che si definì "mediatore". Non potendo acquistare prodotti agricoli, propose ai contadini di raccogliere i "pippoli" e di recapitarli tutti presso una famiglia Forti (A quell'epoca le famiglie Forti erano molto numerose, forse ancor più di oggi). Stabilì il giorno in cui sarebbe venuto a ritirare la merce raccolta e pattuì anche il prezzo che, per la particolare annata, sembrò molto redditizio. I bravi e laboriosi Zambrigiani accolsero con entusiasmo la proposta e vi fiutarono un ottimo affare... Vennero mobilitati tutti: donne, vecchi e bambini per la raccolta dei "pippoli" e, nel giro di pochi giorni, una grande montagna di tale prodotto venne ammassata nel cortile dei Forti. Giunse il giorno stabilito per la consegna, ma del commerciante nemmeno l'ombra... Passò una settimana, passò un mese e ... nulla! Allora tutti capirono di essere stati burlati. La cosa venne risaputa nei paesi vicini e ... Zambra fu ironicamente battezzata: "Il paese de' pippoli". Non possiamo garantire che la storiella sia vera, però così è sempre stata raccontata. D'altra parte tipi mattacchioni, burloni e gente dabbene sono sempre esistiti e sempre esisteranno.
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