Il libro sulla vita e l’ opera di Giovanni

 

 

L’esperienza umana e spirituale di san Pio da Pietrelcina rappresenta uno dei capitoli più singolari dell’epoca del razionalismo, della tecnologia e dell’emancipazione. Infatti,la sua umile esperienza di frate stigmatizzato, sacerdote esemplare e instancabile apostolo della sofferenza continua ad attrarre milioni di persone di tutto il mondo. Una vicenda, per di più, in cui il soprannaturale si è manifestato con un’evidenza tale da infastidire una certa teologia contemporanea, assai preoccupata di circoscrivere la fede nel dominio rassicurante della razionalità.

E tuttavia, come scrive mons. Setti nella presentazione di questo volume, è la Chiesa stessa che, dichiarandolo santo, ha additato Padre Pio alla venerazione universale.

Questo libro raccoglie la testimonianza di uno dei suoi figli spirituali, Giovanni Bardazzi, che del padre è stato intimo amico e confidente nei diciotto anni che seguirono il suo incontro con lui, qui rievocato con vivacità e realismo, e che fece di un mangiapreti attivista del “ partito” un difensore eccellente della causa di Cristo.

 

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Come lui stesso aveva predetto a Giovanni Bardazzi:

“Tu dirai a tutti che, dopo morto, sarò più vivo di prima. E a tutti quelli che verranno a chiedere, nulla mi costerà dare.

Chi salirà questo monte, nessuno tornerà a mani vuote!”

 

Una necessaria premessa

 

Questo modesto lavoro,è stato fatto affinché non andassero perdute delle preziose testimonianze. Testimonianze che riguardano una parte della vita di Giovanni Bardazzi o Giovanni da Prato,come era comunemente conosciuto nell'ambiente di S.Giovanni Rotondo, la sua clamorosa conversione e i suoi rapporti con Padre Pio quale figlio spirituale privilegiato.

Quindi, nessuna pretesa di offrire una biografia completa e organica del personaggio, né tantomeno, quella di avere messo insieme una cronaca di qual­che valore letterario.

L'estensore che ha frequentato la sua casa fin dal lontano 1971 ed ha ascoltato, come altre numerosis­sime persone, dalla sua viva voce, le numerose e, per molti aspetti straordinarie vicende vissute all'ombra del grande personaggio che è stato Padre Pio da Pietrelcina, non ha fatto altro che trasferire dal nastro registrato (di nascosto) alla pagina scritta, quello che leggerete.

E' Giovanni che parla in prima persona. Lo scribacchino ha cercato di rimanere il più possibile fede­le alla registrazione e ai ricordi personali e, dove il senso non fosse compromesso, è stata lasciata anche qualche espressione dialettale.

Non è stato preso in considerazione il periodo del servizio militare, né il periodo in cui Giovanni, aveva messo il suo taxi a disposizione, di don Angelo Fantoni a Verniana, vicino a Monte san Savino (AR).

Non perché durante le vicende di questo periodo non "siano interessanti, ma forse meno utili allo scopo che questo lavoro si vuole prefiggere.

La maggior parte del racconto, riguarda il"Giovanni dopo", cioè dopo la conversione.

La conversione, meglio sarebbe dire trasformazione, fu improvvisa, fulminea e da quel momento chiu­se completamente e definitivamente con il passato mettendo in pratica gli insegnamenti e i consigli di Padre Pio.

E' inevitabile una breve riflessione sul "caso Giovanni"- Risalta, nella sua vicenda, l'infinita Misericordia e Pazienza di Dio, che da avversario acerrimo della Chiesa, ha trasformato questo uomo un apostolo della Carità, anche se ha fatto di tutto, per nascondere le sue iniziative. In secondo luogo, la forza della preghiera, fervente, continua, con la quale,la moglie Ottavina, implorava dal Cielo, la conversione del marito, avvenuta dopo dieci anni, superando, con Fede saldissima e Pazienza infinita  momenti molto difficili della vita matrimoniale. Ha pregato ( infiniti Rosari), ha fatto penitenza per dieci lunghi anni e alla fine l'ha avuta vinta. Sarebbe uno spunto interessante da proporre alle coppie di oggi  che di dividono per una minestra salata.

Fra l’altro, molto altro, il Padre aveva trasmesso a Giovanni un   particolarissimo amore per la S.ma Eucaristia.

Numerose sono le notti in cui, verso le tre/quatto, si alzava e si recava in chiesa a fare compagnia a  Gesù.

Anche quando è stato, per diverse volte, ricoverato alla Casa Sollievo della Sofferenza, faceva il turno con  un professore della Clinica, alla Cappella del II° piano, per non lasciare solo il Santissimo.

Giovanni Bardazzi, secondo un sacerdote che lo ha confessato diverse volte a S. Giovanni Rotondo, è stato una delle più belle anime forgiate alla scuola del Padre.

Due parole sull'argomento sogni, messaggi, rive­lazioni. Padre Pio, usava questi mezzi per comunica­re con i suoi figli spirituali sparsi in tutto il mondo. Infinite sono le testimonianze a questo riguardo.

E' un campo infido, dove facilmente ci si può intrufolare il diavolo, quindi massima discrezione, come  ha sempre  raccomandato la dottrina della Santa Chiesa e sempre sotto la guida del confessore Nessuna pretesa di esprimere qualsiasi giudizio non è questa la sede, né si possiede la necessaria autorità e competenza.

Due ovvie considerazioni però.

1°- Giovanni riceveva questi "Messaggi" anche quando il Padre era vivo e se provenivano dalla parte sbagliata, sarebbe stato avvertito. Come, nei primi tempi dopo la conversione, quando misteriosi perso­naggi, si sedevano a tavola con lui, quando si mette­va a pranzo.

Lo disse al Padre.

"Come li vedi: a figura intera o a metà?" " A mezzo busto, Padre"

"Allora, la prossima volta, sputagli in faccia! "

I personaggi, non si fecero più vedere.

2°- Numerose sono nelle vite dei santi testimo­nianze e avvenimenti a questo riguardo. Il padre della menzogna e dell'inganno ha escogitato e studia sempre mille astuzie per trarre in inganno anche le anime più preparate.

C'è una distinzione abbastanza netta però: mentre i "Messaggi" che provengono dall'Angelo buono lasciano nell'anima serenità, inclinazione all'umiltà, letizia e illuminazione, quelli che provengono dall’angelo cattivo, hanno come conseguenza aridità di spirito, tendenza ad inorgoglirsi nel raccontarli, dando loro molta importanza. Inoltre, non rimango­no impressi nell'anima con la stessa soave chiarezza dei messaggi buoni. In una parola, lasciano insoddisfatti ed irrequieti.

Ognuno quindi, dietro le proprie esperienze, tragga le relative conclusioni.

Stuzzica

 

Stuzzica era il nomignolo che Giovanni aveva affibbiato ad uno del gruppo che, quasi sempre, gli sedeva accanto: sia per piaz­zare nel nodo migliore il registratore, sia per "Stuzzicarlo" rovi­stando nel campo dei ricordi delle sue esperienze con il Padre. Una volta per l'abbrivio, se la serata era buona, si faceva anche le ore piccole. E nessuno si stancava di ascoltare fatti che aveva rac­contato tante altre volte. Fra l'altro, Giovanni, era anche un otti­mo narratore... Quando però si accorgeva del registratore, allora la musica cambiava ed erano energiche lavate di capo.

 

 

 

 

 

Giovanni Bardazzi , un nome una figura un personaggio, noto nell'ambiente fiorentino e nell'ambiente di Padre Pio. Un uomo lontano da Dio che padre Pio ha afferrato e lo ha veramente trasformato facendone uno dei suoi discepoli, dei suoi seguaci prediletti.

Giovanni Bardazzi, ha seguito padre Pio con la fedel­tà di un discepolo e l'amore di un figliolo.

Dalle sue mani sono uscite tante realtà di carità, di impegno e di testimonianza. Certamente, padre Pio ha guardato con particolare simpatia quest'uomo rude, spontaneo, improvviso, che però, nonostante queste caratteristi­che, aveva quella dell'entusiasmo e, soprattutto quella della generosità e della fedeltà. Padre Pio ha colto nell'a­nima di quest'uomo, la generosità e la fedeltà. E le ha messe al servizio della Casa Sollievo della Sofferenza che lui aiutava con ogni mezzo.

Quante persone hanno conosciuto padre Pio dopo aver avvicinato Giovanni.

Era veramente colui che testimoniava e attraverso la sua testimonianza dava i segni più concreti di attaccamento al Padre e alle sue opere. Padre Pio si è manifestato attraver­so di lui e quante persone, oggi possono ringraziarlo per aver conosciuto un tale personaggio.

E’ stato fra i prediletti e fra i più amati dal Padre.

dalla presentazione di Mons. Giancarlo Setti - 1° agosto '02

 

L’autore fa presente che i proventi del libro,

 tolte le spese di stampa, sono devoluti alla

 Casa Sollievo della Sofferenza.