Via Lucis

dalla rivista SacroCuore

 

Gesù con i discepoli di Emmaus

 

Gesù si manifesta allo spezzare del pane

 

Gesù si mostra ai discepoli

 

Gesù dà ai discepoli il potere di rimettere i peccati

 

Gesù conferma la fede di Tommaso

 

Gesù si mostra ai discepoli al lago di Tiberiade

 

Gesù conferisce il primato a Pietro

 

Gesù affida ai discepoli la missione universale

 

Gesù sale al cielo

 

Con Maria in attesa dello Spirito

 

Gesù manda alla Madre e ai discepoli lo Spirito promesso dal Padre

 

 

Gesù con i discepoli di Emmaus

 

 

 

I discepoli, sulla strada di Emmaus, sono uomini delusi nelle loro speranze tutte e solo terrene. Di qui le loro frustrazioni, arroccati sulle loro posizioni di messianismo politico, hanno occhi ottenebrati dall'incredulità, Succedo così anche oggi? Il rifiuto o la dimenticanza del Risorto o diretta conseguenza di un'affannata, preoccupata ed esclusiva attenzione alle sole realtà terrestri. E il frutto di tutto questo è la tristezza, il non senso, l'angoscia. Dice il vangelo di Luca: "In quello  stesso giorno due(discepoli) erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme , di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed egli disse o loro:” Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?”. Si fermarono col volto triste; uno di loro, di nome Cleopa, gli disse:” Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?” Domandò:” Che cosa?” Gli risposero: “ Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno…”. Ed egli disse loro:” Stolti e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?”. E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a  lui”(Lc24,13-'19.25-27).

 

Gli uomini del nostro tempo carichi di messi e di agi .sono schiacciati da pesi di tristezza.  Tuttavia c'è una grande differenza tra il motivo della tristezza dei due di Emmaus e quello dei suoi discepoli di oggi. I due erano tristi perché Gesù era morto; noi rimaniamo tristi, pur sapendolo vivo. Rimaniamo come paralizzati davanti a tanti avvenimenti. Dio ci insegue sulle nostre strade, ci prende, ci sorprende, ci comprende, e noi manchiamo di fiducia in lui. Con i due discepoli, Gesù fece finta di dover continuare il viaggio. Le finte di Dio risultano stimoli per l'uomo.

 

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Gesù si manifesta allo spezzare del pane

 

 

 

 

"Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: "Resta con noi, perché si fa sera e il giorno già volge al declino". Ed egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzo e lo diede loro. Ed ecco si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l'un  l’altro: "Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?". E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone". Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane". (Lc 24,28-35)

 

I discepoli di Emmaus guariscono dalla loro opacità di sguardo e riconoscono Gesù appena egli spezza con loro il pane: chiara allusione all'Eucaristia. E dentro questa realtà eucaristica eccoli riaversi dallo scoraggiamento; non solo, ma percepire, finalmente consapevoli, che il cuore ardeva d'amore per Gesù quando, lungo la strada, aveva spiegato loro l'Antico Testamento alla luce della sua venuta e della sua missione di salvezza.

 

Signore Gesù, tu lo sai che siamo spesso insidiati dallo scoraggiamento. Tu lo sai di quanta speranza abbiamo, oggi più che mai, bisogno! Donaci dunque il tuo Spirito perché, assidui alla mensa della Parola e a quella del Pane Eucaristico, diventiamo uomini dal cuore che arde. E la fiamma del tuo amore che vi brucia sia luce sulle strade di un mondo rinnovato da te, che vivi e regni col Padre nello Spirito Santo.

 

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Gesù si mostra ai discepoli

 

 

 

 

"Mentre ( i due di Emmaus) parlavano ( agli Undici e ai discepoli) di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: "Pace a  voi!". Stupiti  e spaventati  credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse: "Perché siete  turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi:sono proprio io! Toccatemi e guardate: un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho”.

Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse:” Avete qui qualche cosa da mangiare?”. Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse:” Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi”. Allora aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture e disse:” Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. E io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto” (Lc 24, 36-49)

 

L'evangelista sottolinea che il Risorto non e un fantasma, ma una persona in carne e ossa. La spiritualità cristiana, dunque, non ha niente a che fare con quelle forme di spiritualismo disincarnato che dimenticano — o peggio — disprezzano la dimensione della corporeità. Inoltre l'evangelista pone l'accento sul fatto che Gesù, spiegando le Scritture, aiuta i suoi a cogliere la centralità del suo mistero pasquale. Gli apostoli per primi, investiti dalla forza dello Spirito Santo, testimoniano che in Cristo, nella sua Persona, si e compiuto un fatto di salvezza per tutti: la sua morte e la sua risurrezione.

 

Ti preghiamo. Padre onnipotente,

spiega anche a noi che la Bibbia rivela

il tuo meraviglioso progetto di salvezza in Cristo Signore.

Lo Spirito Santo ci faccia vivere pienamente

il mistero di morte e risurrezione del tuo Figlio

e ci renda capaci di testimoniare al mondo

che o lui l'unico Salvatore.

 

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Gesù dà ai discepoli il potere di rimettere i peccati

 

 

 

"La sera di quello stesso giorno, i! giorno dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse, "Pace a voi!". Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi". Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi, e a chi non li rimetterete resteranno non rimessi". Il dono della pace, scandito due volte da parte di Gesù, sottolinea la solennità del momento. Egli affida ora a gruppo intimo dei discepoli la missione di salvezza ricevuta dal Padre. E' per opera dello Spirito Santo che egli è venuto e ha dimorato tra i suoi. Ora, comunicando loro quello stesso Spirito, ottiene che anch'essi continuino a gestire la salvezza nella forza di

una misericordia che e per tutti quelli che si aprono a riceverla"(Gv 20,19-23).

 

Signore Gesù,

fa' che non ci abituiamo alle realtà della fede, ma il tuo Spirito ci rinnovi ogni giorno perché possiamo annunciare con la testimonianza e con la parola che tu sei salvezza per tutti nel mistero della Chiesa e che ogni passaggio dal peccato alla conversione è passaggio dalla morte alla vita.

 

E' risorto! Esulta il cuore.

E' risorto! Più non muore,

Santa Vergine, il tuo Figlio.

 

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Gesù conferma la fede di Tommaso

 

 

 

"Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Didimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: " Abbiamo visto  il Signore!". Ma egli disse loro: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei  chiodi  e non metto il dito nel posto dei chiodi e non m la mia mano nel suo costato, non crederò". Otto giorni dopo i discepoli erano  di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse.” Pace a voi!”. Poi disse a Tommaso:” Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!”. Rispose Tommaso:” Mio Signore e mio Dio!”. Gesù gli disse: “ perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!”.(Gv 20,24-2=).

 

La risurrezione di Gesù stabilisce un nuovo criterio di valutazione: la beatitudine di coloro che credono anche senza vedere. D'ora in poi i fedeli dovranno credere solo sulla testimonianza della Chiesa che, conservando la visione di quanti hanno visto, ne tramanda, integro, l'annuncio.

 

Signore Gesù Cristo,

fa' di noi uomini saldi nella fede,

edificati sulla roccia della tua parola

e radicati nella tradizione autentica della tua Chiesa.

Aiutaci a entrare docili ogni giorno

nel suo mistero di nuovo popolo dell'Alleanza

in cammino con te verso il Regno del Padre.

Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Amen.

 

E risorto! Esulta il cuore.

E risorto! Più non muore,

santa Vergine, il tuo Figlio.

 

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Gesù si mostra ai discepoli al lago di Tiberiade

 

 

 

"Gesù si manifestò di nuovo ai suoi discepoli sul mare di Tiberiade. E si manifesto così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Didimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: "lo vado a pescare". Gli dissero: "'Veniamo anche noi con te". Allora uscirono e salirono sulla barca; ma in quella notte non presero nulla. Quando era già l'alba Gesù si presento sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: "Figlioli, non avete nulla da mangiare?". Gli risposero: "No". Allora disse loro: "Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete". La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci. Allora il discepolo che Gesù amava disse a Pietro: E’ il Signore!". Simon Pietro appena udì che era si Signore, si cinse ai fianchi la sopravveste, poiché era spogliato, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: "Portate un po' del pesce che avete preso or ora”. Allora Simon Pietro salì sulla barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatrè grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: "Venite a mangiare". E nessuno dei discepoli osava domandargli: "Chi sei?", poiché sapevano bene che era il Signore. Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli dopo essere risuscitato dai morti" (Gv 21,1-14).

 

In un'atmosfera di familiarità grande Gesù indica agli uomini che si era scelti dal loro quotidiano lavoro di "gettare le reti" e dice loro: "Vi farò pescatori di uomini" (Mt 4,19; Mc 1,17). Ma è necessario che si rendano conto che il gran Pescatore e lui e che solo nel suo nome la "pesca", cioè la predicazione, l'evangelizzazione, porta il suo frutto. La potenza nell’aderire a un invito così perentorio ci fa pensare che essi già incominciavano a intuire da chi poteva venire quel comando.

 

 

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Gesù conferisce il primato a Pietro

 

 

"Quand’ ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: "Simone di Giovami, mi ami tu più di costoro?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti amo". Gli disse: "Pasci i miei agnelli". Gli disse di nuovo: "Simone di Giovanni, mi ami?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti amo". Gli disse: "Pasci le mie pecorelle". Gli disse per la terza volta: "Simone di Giovanni, mi ami?". Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi ami? e gli disse: "Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo". Gli rispose Gesù "Pasci le mie pecorelle. In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; mai quando sarai vecchio tenderai le tue mani e un altro ti cingerà la veste e ti poterà dove tu non vuoi". Questo gli disse per indicare con quale morte avrebbe glorificato Dio" (Gv 21, 15-19).

 

Prima di prendere la responsabilità di altri, Pietro non viene interrogato sulla sua capacità e competenza, su tutto ciò che potrebbe rendergli facile il governo. Viene solo interrogato sull'amore. Questa e la domanda di fondo che Gesù fa a Pietro, alla sua Chiesa; è la domanda che fa a ogni uomo anche oggi.

 

Signore, donaci di contemplarti

mentre chiedi

al cuore di ognuno: "Mi ami tu?".

Fa' che ci lasciamo provocare a fondo

da questa tua domanda.

 

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Gesù affida ai discepoli la missione universale

 

 

 

 

“ Gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato. Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano. E Gesù disse loro: “ Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato.

Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. (Mt28, 16-20)

 

Gesù risorto fa appello alla sua condizione di Signore dell’universo, nel quale è entrato mediante la resurrezione. Ed è proprio questa che i discepoli sono chiamati ad annunziare, non solo, ma anche a realizzare con l'amministrazione del battesimo e con l'insegnamento d'una dottrina che è salvezza per chi ha il coraggio di viverla.

 

 

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Gesù sale al cielo

 

 

 

 

Dagli Atti degli Apostoli (At 1,3-11)

 

(Gesù) si mostrò vico (agli apostoli), dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre”, quella, disse, che voi avete udito da me: Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo fra non molti giorni".

Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: "Signore è questo il tempo un cui ricostituirai il regno di Israele?” Ma egli rispose: “ Non spetta a voi conoscere i tempi ed i momenti che il Padre ha riservato alal sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Galilea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra”.

Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n’andava, ecco due uomini in bianche vesti su presentarono a loro e dissero: “ Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi elevato fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui voi l’avete visto andare in cielo”.

 

I giorni della passione e risurrezione di Gesù culminarono nella gloria dell'Ascensione, vertice della sua azione salvifica visibile e, allo stesso tempo, punto di partenza della missione della Chiesa dove egli è misteriosamente all'opera ogni giorno, anche se in modo invisibile.

Oggi tocca a noi essere testimoni della risurrezione e annunciare la lieta notizia della salvezza in ogni parte del mondo, perché la fede non è un prezioso brillante da tenere chiuso in un cassetto, ma una vita gioiosa da testimoniare e comunicare. In questo senso un documento della Chiesa postconciliare chiama la comunità cristiana "una comunità profetica" (RdC 12) cioè una comunità in cui tutti i membri sono chiamati, in tanti modi diversi, ad annunciare il messaggio di Gesù.

 

 

 

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Con Maria in attesa  dello Spirito

 

 

 

 

Dagli Atti degli Apostoli (At 1,12-14)

 

"Allora [gli apostoli] ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato. Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C’erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelota e Giuda di Giacomo. Tutti questi erano assidue e concorsi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù, e con i fratelli di lui”.

 

E la prima Chiesa riunita. Gesù risorto non è più visibilmente tra i suoi, ma i discepoli vivono concordi l'attesa dello Spirito Santo che egli aveva promesso, e la vivono perseveranti nella preghiera e nell'unione fraterna. Sono gli aspetti fondamentali della vita ecclesiale che Luca ha voluto ricordare perché fossero ideale e termine di confronto anche per noi, chiamati, oggi, a essere Chiesa dei Signore risorto. Per vedere oltre la mentalità e le proposte della società in cui viviamo, abbiamo bisogno di essere assidui nella preghiera e nella carità fraterna.

Signore Gesù, donaci il tuo Spirito perché possiamo essere Chiesa viva, fermento, sale e luce del mondo in cui viviamo.

 

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Gesù manda alla Madre e ai discepoli lo Spirito promesso dal Padre

 

 

 

"Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e 'riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spinto Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua". (At 2,1-6)

 

Lo Spirito Santo promesso da Gesù ai suoi discepoli da pieno compimento all'azione salvifica di Dio nel mondo. Di lui Gesù aveva detto: "Lo Spirito di verità vi guiderà verso la verità tutta intera" (Gv '16,13). E’infatti lo Spirito che ci fa penetrare a fondo nel mistero pasquale di Cristo, ossia ci aiuta a coglierlo come la chiave che interpreta tutta la storia e vede nella morte e risurrezione di Gesù il centro vitale della storia della salvezza. Luca presenta l'irruzione nel mondo della potenza dello Spirito come in netto contrasto con ciò che era avvenuto all'origine della storia.

La torre di Babele, con l'incomunicabilità delle lingue diverse, mostra la stoltezza dell'uomo che si vuole emancipare da Dio. Qui l'adesione allo Spirito permette la comunicazione e produce comunione. Lo stupore iniziale cede il posto alla fiducia e conduce alla conversione.

 

 

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