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Il Triduo Pasquale |
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Il documento sulla sacra liturgia, Sacrosanctum Concilium, del Concilio Vaticano II, al n. 102 recita:"La santa madre Chiesa considera suo dovere celebrare l' opera del suo sposo divino mediante una commemorazione sacra, in giorni determinati nel corso dell'anno. Ogni settimana, nel giorno a cui ha dato il nome di domenica, fa memoria della risurrezione del Signore, che essa celebra anche una volta all'anno unitamente alla sua beata passione, con la grande solennità di Pasqua". Passione e risurrezione si celebrano in modo solenne nel Triduo Pasquale. Il Giovedì Santo: Alle origini la sera del giovedì che precedeva la Pasqua, il vescovo di Gerusalemme non celebrava la messa della Cena dèl Signore nel cenacolo, ma al Calvario. Così facendo intendeva dimostrare l'identità del sacrificio della cena pasquale con quello della croce. Questa celebrazione che ricordava l'istituzione dell ' eucaristia, del ministero sacerdotale e il mandato della carità nel segno della lavanda dei piedi, veniva perciò annessa al Triduo Pasquale che comprendeva il venerdì, sabato e domenica. Oggi la riforma liturgica non ha voluto ripristinare integralmente il carattere storico del "Triduo santissimo del Cristo morto-sepolto risorto" (Sant' Agostino ), lasciando la celebrazione della cena del Signore alla soglia del triduo che inaugura, per ricordarci che la cena pasquale di Cristo è il sacramento della sua croce e passione. È inoltre opportuno ricordare che, fino al sec. VII, il giovedì santo a Roma era il giorno della riconciliazione dei penitenti ed il termine del digiuno quaresimale. Sempre nel VII sec. troviamo anche la messa per la benedizione consacratoria degli oli (dei catecumeni, infermi e crisma) che oggi viene concelebrata dal Vescovo con i sacerdoti al mattino in cattedrale.
Il Venerdì Santo: È il giorno in cui si celebra la passione e la morte di Cristo. Fino al sec. v n consisteva in una liturgia della Parola senza celebrazione eucaristica. A partire da questo momento è introdotto l'uso della comunione. Ci si comunica con l'Eucaristia del giorno prima, ma non si celebra la Messa. Infatti questa è il memoriale della morte e risurrezione, mentre il venerdì santo si celebra solo l'azione liturgica della Passione. Nel culto dei fedeli l'attenzione si è un po' troppo spostata sull' adorazione della croce, ma la parte essenziale è la liturgia della parola con letture dell' Antico e Nuovo Testamento e la solenne proclamazione del Vangelo della Passione. La solenne liturgia della Parola termina con la Preghiera universale che in questo giorno ha caratteristiche proprie.
Il Sabato Santo: È il giorno del silenzio. Si ricorda Gesù deposto nel sepolcro. I Padri della Chiesa scrivono che è il giorno dell'incontro di Cristo, (uomo nuovo) con Adamo (uomo vecchio). E la discesa agl'inferi dove il Cristo porta la salvezza a tutta l'umanità che lo ha preceduto. Un'antica icona mostra Gesù che prende per mano Adamo ed Eva e li solleva verso la risurrezione. In questo giorno non c'è nessuna celebrazione liturgica, gli altari sono spogli, non c'è l'Eucaristia nel tabernacolo. Tutto tace e gli esseri umani con tutta la creazione attendono il canto di gioia della risurrezione. Domenica, Pasqua di Risurrezione: È il culmine del Triduo pasquale. La celebrazione più solenne di questa giornata è la Veglia Pasquale. Nei primi tempi della Chiesa, essa veniva celebrata prima dell' alba. Si entrava nelle basiliche quand' era ancora buio e si usciva al sorger del sole: si voleva sottolineare il passaggio dalla morte alla vita, un'alba nuova si leva sull'umanità, l'alba della Risurrezione dove Cristo ha vinto per sempre la morte. Oggi per opportunità pastorali è anticipata la sera del sabato, dopo il tramonto del sole. Durante questa Veglia venivano battezzati i catecumeni. Questa Veglia delle veglie celebra la Risurrezione di Cristo ed è introdotta dai segni del fuoco nuovo, della luce con il cero pasquale. I momenti essenziali sono tre: b) La liturgia battesimale, preceduta dalla benedizione dell'acqua del fonte, deve richiamare il grande significato del battesimo come sacramento di passaggio, attraverso il bagno di rigenerazione e rinnovamento, dal regno delle tenebre a quello della luce, in virtù della potenza del "passaggio" di Cristo in questa notte; c) La liturgia eucaristica è il momento culminante di questa Veglia: nella potenza dei simboli dello spezzare il pane e del far bere al calice del vino noi comprendiamo e riceviamo realmente la potenza di vita nuova che scaturisce dal Risorto. Le Eucaristie del giorno di Pasqua, dell 'ottava, dèl tempo pasquale, delle domeniche e di tutto l' anno liturgico, non sono altro che la celebrazione di questo memoriale della morte e risurrezione di Cristo proposto in modo particolarmente solenne nella Veglia pasquale.
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