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Le Cappelle di Borgone |
La religiosità dei fedeli si è espressa lungo i secoli anche attraverso l’erezione di numerose cappelle in segno di venerazione verso quei santi che considerarono come loro patroni. Indubbiamente non solo li venerarono ma seppero imitarne anche le virtù di bontà, umiltà, carità e di profonda comunione con Dio.
Di queste cappelle, testimonianze plurisecolari della religiosità borgonese, presentiamo quelle poche notizie storiche, artistiche e di costume, che sono pervenute a noi attraverso annotazioni di antiche Scritture.
Ne abbiamo contato sette, di cui però solo 4 sono attualmente esistenti.
Cappella
dell’Achit dedicata alla Madonna degli Angeli

Borgone è sovrasto da un’altura, denominata Ruceja. Un tempo era costituita ed apprezzata per il buon vino che vi si produceva.
Abbarbicate su queste pendici sorsero numerose case, sparse qua e là. Ogni gruppo di case aveva un suo nome e costituiva una frazione dipendente per gli affari ecclesiastici e per l’amministrazione da un centro più importante. Le frazioni più in alto, come Miloru e Vianaud, dipendevano da Frassinere. Quelle più in basso: Achit, Losa, Chiampano, Borela, Gandoglio, facevano parte del comune di Borgone.
Tutti questi agglomerati erano molto popolati. La Losa, l’Achit e Chiampano all’inizio del 1800 contavano complessivamente più di cento abitanti. Troppo disagiati a recarsi a Borgone per compiere il loro dovere religioso chiesero che fosse permesso di erigere una cappella onde essere facilitati a partecipare alla celebrazione eucaristica domenicale.
Il parroco di Borgone, don Giuseppe Celso, si fece interprete dei loro desiderei e perorò la richiesta presso l’arcivescovo di Torino (la diocesi di Susa era stata soppressa da Napoleone), Sua Eminenza Giacinto Dalla Torre, il quale riconoscendo le buone motivazioni adotte e le reali necessità, concesse il permesso di costruirla e al parroco la facoltà di benedirla. Si era nel marzo del 1813. in primavera si diedero inizio ai lavori. Ultimata qualche mese dopo, la cappella venne benedetta il 2 Agosto dallo stesso Don Celso che pensò di dedicarla alla Madonna degli Angeli, ricorrendovi proprio quel giorno la festa.
Venne dotata di tutti gli strumenti necessari per le celebrazioni: calice, ostensorio, messale, paramenti e lanternini con cui si accompagnava il sacerdote che recava il viatico agli ammalati.
Qualche anno più tardi alcuni affreschi ne abbellirono il suo interno.
Verso gli inizi del 1900 la ricerca di un po’ di sollievo alla miseria offerto dal maggiore benessere economico derivante dal lavoro in fabbrica determinò il progressivo abbandono di queste terre avare. E l’abbandono segnò naturalmente il decadimento della vita rurale.
La cappella stessa non sfuggì a questo deterioramento a causa della mancata manutenzione. Alcuni anni fa venne restaurata e dotata di una bella mensa in pietra scalpellinata.
Alla cappella i borgonesi continuano ad essere legati da grande simpatia. Vi ritornano due volte all’anno. Alla festa di S. Lucia, patrona degli scalpellini, che in tempi passati riempivano il silenzio di questi pendii con il loro inconfondibile ticchettio.
Alla festa della Madonna degli Angeli per ricordare il giorno della sua dedicazione e per sciogliere l’annuale voto di riconoscenza a Dio per gli scampati pericoli corsi durante l’ultimo conflitto mondiale.
Cappella
di Bordiglione dedicata alla Madonna del Rocciamelone

E’ una tipica cappella di campagna. Vi si accede mediante un’ampia scalinata essendo in posizione rialzata. Lo sperone di roccia su cui è fondata ricorda la parabola evangelica dell’uomo prudente che fonda la sua casa sulla roccia. Indubbiamente la prudenza e la saggezza dei fedeli borgonesi evitò la distruzione della cappella a causa delle frequenti inondazioni della dora. L’antistante rustico porticato, costruito solo più tardi rispetto alla cappella, ne protegge la facciata dalle intemperie.
Non si conosce l’anno della sua costruzione, ma certamente va fatta risalire almeno alla fine del 1600. ne parlano infatti già alcuni documenti dell’inizio del 1700.
E’ dedicata alla Madonna della neve, la cui festa si celebra il 5 Agosto. Data però la coincidenza con la festa del Rocciamelone, attualmente viene venerata la Madonna sotto quel titolo particolarmente caro ai valsusini.
Alla sera del 5 Agosto infatti, partendo dal pilone di Vigne Combe, viene portata in processione fino alla cappella una statua lignea della Madonna del Rocciamelone (la statua è stata realizzata nel 1971 dalla scuola della Val Gardena).
Cappella
di San Valeriano

Si trova nella frazione omonima. Da notare l’antichissima
cappella romanica con grotta adiacente che vi sorge accanto, e tre statue lignee
quattrocentesche di
S. Valeriano, S. Cecilia e S. Tiburzio. Nel 1970 è stata
restaurata l’antica cappella in puro stile romanico (sec. XI-XII)
nell’abside della quale si ammira un frammento di affresco col Cristo
Pantocratore (sec. XII). Non è più officiata.
Cappella
di San Rocco

Si trova nelle vicinanze del passaggio a livello. Di essa non conosciamo la data di fondazioni, ma essendo una cappella votiva si presume sia stata costruita durante o dopo qualche fatto calamitoso. Tenendo poi presente che è dedicata a S. Rocco, santo invocato soprattutto contro i contagi e le pesti, si può ritenere che sia stata eretta in suo onore in seguito a qualche terribile pestilenza che ha seminato lutto e morte in mezzo alla popolazione. E di pesti in Valsusa ce ne sono state tante. Dal 1339 al 1817 se ne contino ben 50: una ogni nove anni. E’ soprattutto quella del 1630 che lascia più lutti a Borgone. A questo punto possiamo ipotizzarne la costruzione attorno al 1630. la stessa struttura della cappella, pur non avendo alcuna particolare caratteristica architettonica, sembra non contraddire tale ipotesi.
Inizialmente sopra l’altare addossato al muro vi era un
quadro raffigurante S. Rocco e S. Sebastiano. Ora una statua raffigurante S.
Rocco in atteggiamento da mendicante ne ha preso il posto.
Verso il 1880 un non ben identificato decoratore nella
lunetta sopra il portale vi affresca S. Rocco colpito dalle febbri pestilenziali
contratte curando gli appestati ed il cane che quotidianamente gli portava un
po’ di pane.
Nel 1971 dannose infiltrazioni d’acqua dal tetto ne
richiedono una risistemazione esterna, ma se ne approfitta per sostituire
secondo le nuove norme liturgiche il decrepito altare addossato al muro con una
nuova mensa rivolta verso il popolo.
La festa di S. Rocco viene celebrata il 16 Agosto.
I suoi devoti partecipano alla plurisecolare processione
votiva in suo onore, implorando la protezione per sé e per la comunità
borgonese.