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PARROCCHIA DI
BESENELLO
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FOTO DELLA CHIESETTA DI S. MARINA III° santo da sinistra |
CENNI STORICO-ARTISTICI La piccola chiesa è situata sulla strada che attraversa il paese di Besenello; è documentata dal 1280 e risulta consacrata nel 1480. La struttura, orientata a est, da dove sorge il sole, si compone di un' aula unica e di un' abside poligonale. Il fianco sinistro della chiesa è prospiciente la strada posta ad una quota superiore; il lato destro dà su un orto, che forse in passato era un cimitero. L'interno è illuminato da due finestre aperte sul lato meridionale e dalle finestrelle quadrate ai lati del portale; un oculo sulla parete di fondo dell'abside è attualmente murato. Alla chiesa si accede attraverso una cancellata in ferro che chiude lo spazio pertinente all'edificio sacro. Un pronao, con tettuccio a tre falde poggiante su pilastri quadrangolari in mattoni pieni (in parte ricostruiti con il recupero del materiale), protegge la facciata con gli affreschi e si apre su un piccolo giardino. Sul lato nord dell' edificio un tempo era collocata una fontana. La chiesa è stata restaurata negli anni '80 con lavori di rifacimento del tetto e di intonacatura. La facciata principale conserva un malandato ciclo di affreschi medioevali (Madonna con Bambino in trono e quattro santi) assegnabili a un pittore veronese operante in VaI d'Adige nei primi anni del Trecento. Scoperto e restaurato intorno al 1965, il ciclo è stato inserito da Rasmo (1971) nello schedario delle opere trecentesche. Rasmo (1971; 1982) pone gli affreschi in rapporto al ciclo pittorico della chiesa di s. Cecilia di Chizzola, a due santi dell'absidiola settentrionale nel Duomo di Trento e ai resti di una "Incoronazione di Maria" già nella cripta del Duomo. Per le identità stilistiche e tipologiche delle opere esaminate, lo studioso fa riferimento all'anonimo frescante veronese dell'inizio del Trecento cui si deve forse la s. Caterina sul primo pilastro a sx nella cripta di s. Zeno a Verona. Le opere attribuite al pittore indicato come il "Maestro di Chizzola" sono indicate anche nei più recenti studi di E. Castelnuovo (1993) e di S. Spada Pintarelli (2000). A. COSTA, DECORAZIONE DELLA FACCIATA Il ciclo pittorico è formato da un grande riquadro
centrale con l'immagine a figura intera di una Madonna
in trono col Bambino e da due riquadri più piccoli per lato, con le
rappresentazioni di alcuni Santi ritratti a mezzo busto: si
riconoscono due Vescovi (il 1 e il 3 da
sinistra), un santo anziano con lunga barba e libro e un santo con tonsura e
veste da francescano. Il 1° santo da sinistra è raffigurato frontalmente, gli
altri di tre quarti. La tecnica esecutiva non è apprezzabile pienamente dato lo stato conservativo della decorazione: le campiture sono piatte, la tavolozza è essenziale (verde, rosso, giallo-ocra), probabilmente anche per la caduta di campiture a secco; sullo sfondo dei santi si conservano tracce di pigmento blu (il fondo è biancastro). Dalle campiture rimaste si intuisce che la decorazione era eseguita ad affresco con colori smaltati e brillanti; visibili resti di rifiniture eseguite a bianco San Giovanni; leggibili le linee di costruzione dell'architettura e del trono, tracciate nell'intonaco fresco, con un accenno di prospettiva. La riquadratura delle immagini è resa con cornici piatte nei colori rosso-bianco-verde. La decorazione è ritagliata lungo il perimetro superiore dall'intonaco del timpano, eseguito in epoca moderna con stesura a frattazzo e tinta murale bianca a calce; l'impasto è magro, la colorazione grigia e la granulometria medio-fine. L'intonaco di supporto dell'affresco non sembra proseguire sotto lo strato posteriore. L'intonaco pittorico ha una grana fine e
colorazione scura (anche per i consistenti depositi); è schiacciato a cazzuola
sul supporto murario fortemente ondulato. Lo spessore è esiguo (ca. 4- In basso gli affreschi sono completati da una
fascia di rifacimento dipinta in giallo-ocra (h Alla base del riquadro centrale è presente una
forma circolare incisa nell'intonaco (croce di consacrazione ?) al cui
interno, nella parte rifatta, sembra di poter intravedere una data poco
chiara, dipinta in nero sullo scialbo di base. La ripresa sormonta la
giornata su cui sono dipinte le immagini: in alcuni punti la malta sporge di
alcuni mm., in altri è schiacciata sull'affresco esistente. Il rifacimento è stato realizzato con colori stemperati alla calce, riprendendo le immagini e le comici con intento mimetico. L'intonaco a calce della ripresa ha colorazione grigiochiara e una granulometria medio-fine; la superficie è lisciata sommariamente. La
stesura prosegue in forma frammentaria nei settori tra la porta e le due
finestre e nell'imbotte delle medesime dove lo strato risulta semplicemente
scialbato di bianco. Il bordo inferiore della decorazione confina con le riprese cementizie della parte basamentale. Al di sotto delle finestre si conservano lacerti di intonaco (sembra quello del timpano). Stato di conservazione: Il degrado visibile sulla superficie dipinta è principalmente di tipo fisico-chimico, dovuto soprattutto all'azione degli agenti atmosferici e inquinanti. A questi fattori si aggiungono i danni causati da interventi inadeguati. Il disordine visivo della facciata è dato
dall'accostamento di vari tipi di malte e di intonaci che soffocano la
decorazione. Sui lati esterni ci sono malte cementizie per una fascia larga
circa Le malte con tonalità neutra e stesura lisciata che risarciscono alcune situazioni di mancanze lungo i bordi esterni si presentano alterate, macchiate e in parte staccate. Le integrazioni non rispettano la strati grafia della decorazione essendo stese a livello della pellicola pittorica. Tutta
la parte inferiore della facciata è interessata dall'umidità di risalita
capillare dal suolo che ha eroso anche la parte inferiore della decorazione. Gli affreschi sono leggibili con difficoltà per il pronunciato degrado e per la presenza di consistenti depositi di particellato atmosferico. La superficie è molto corrosa; di alcuni volti rimangono solo le linee di contorno. L'incarnato del santo vescovo di dx si conserva discretamente. Erose le parti esterne della decorazione,
soprattutto quella sx che si presenta anche dilavata e crettata per l'acqua
di stravento. Schizzi di malta cementizia e debordature deturpano il 1° santo
a sinistra e le superfici dipinte a contatto delle riprese. La pellicola
pittorica ad affresco è resistente; quella a calce del rifacimento è alterata
e fortemente esfoliata. La superficie pittorica è interessata da alcuni lucidi che fanno pensare a resti di un fissativo organico. Alcune lacerazioni denunciano problemi di tipo statico. La stuccatura della lesione che percorre verticalmente il riquadro della Madonna si è aperta; fessurazioni minori interessano i due santi esterni. In passato si è verificato anche uno slittamento dei piani (Madonna e ultimo santo a destra a cui si è posto rimedio con delle sigillature. Gli imbotti risultano fessurati e interessati da cadute d'intonaco. Sull'intonaco del rifacimento sopra la finestra destra sono presenti alcune scritte graffite. Elementi lapidei Gli elementi lapidei (un contorno porta e due comici finestre), in pietra calcarea chiara di provenienza locale, presentano una lavorazione grezza. Stato
di conservazione: contorno porta: molto sporco, insudiciato nelle parti interne per strofinio; presenti schizzi, debordature, sbeccature dei profili, mancanze nella parte inferiore. La parte interna è sporcata da una tinta murale bianca e dalla colorazione marrone della porta lignea. La soglia è lesionata. Comici finestre: presenti molti schizzi e debordature di malte anche cementizie; le stuccature dei fori delle inferriate sono eseguite ad un livello superiore con malta incongrua. Le superfici lapidee sono molto sporche. Il davanzale della finestra di destra evidenzia una rottura. Intonaci interni Sulle pareti interne è presente un intonaco di livellamento eseguito con malta di calce idraulica e recante uno strato di calce e due di tinta. La quota della pavimentazione è inferiore al livello stradale ed è evidente che l'umidità proveniente dalla strada sfoga sulla muratura nord della chiesa. Sulla parete si evidenzia una marcata fuoriuscita di sali solubili con esfoliazione della tinta e disgregazione localizzata dell'intonaco. |