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by Don Andrea Dzwonkowski Anna Mańska
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PREGHIERA PER LA GLORIFICAZIONE DEL VENERABILE P. GIOVANNI Adorabilissimo eterno Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, che nella Tua infinita bontà e misericordia hai promesso di glorificare chiunque ti avrà glorificato dinanzi agli uomini, degnati di esaltare il Ven. P. Giovanni da S. Guglielmo. La sua vita fu un inno di lode e di gloria a Te con l’innocenza dei costumi, con la singolare penitenza, col profumo delle eroiche virtù, con l’ardore della predicazione. Glorifica ora, Te ne preghiamo, l’umilissimo Tuo Servo, concedendoci, per sua intercessione la grazia che Ti domandiamo; e fai che presto sia elevato all’onore degli altari dal Tuo Vicario in terra. Così sia.
VERBALE DELLA RIUNIONE Batignano 24 marzo 2009
Il Venerabile Giovanni di S. Guglielmo nacque a Monte Cassiano (Ascoli Pieeno) il 15 luglio 1552 da Francesco Nicolucci e da Francesca Piccinotti.
Rimasto orfano d’ambo i genitori, a 12 anni, dopo lunghe preghiere, entrò tra gli Agostiniani. Compiuti brillantemente gli studi, nel settembre del 1575, venne ordinato sacerdote. Per le sue esimie virtù e non ordinaria capacità i Superiori lo nominarono successivamente lettore di filosofia e di teologia, maestro dei novizi, priore in vari conventi, insegnante nelle pubbliche scuole.
Desideroso, però, di una vita più austera e più ritirata, ottenne di menar vita eremitica nella maremma toscana, presso il celebre romitaggio di S. Guglielmo.
Quella terra, in quel tempo inospitale, divenne campo della instancabile attività del Padre Giovanni, teatro di numerosi e strepitosi prodigi. Impossibile dire ciò che egli ha fatto e sofferto, in un trentennio, per quelle povere e abbandonate popolazioni. Povero di mezzi umani, eresse romitaggi e chiese, fondò opere di beneficenza, sfamò interi paesi durante le caristie più gravi; la Provvidenza manifestamente interveniva per palesare la santità del suo Servo e per premiare la sua fede e carità. Giustamente egli fu detto “Apostolo della maremma toscana”.
Con lo zelo apostolico rifulsero in lui le più belle virtù, specialmente la penitenza e l’umiltà. Alle gravi fatiche del ministero unì continuamente privazioni e mortificazioni che difficilmente si riscontrano nella vita dei più grandi penitenti, tanto che la sua esistenza appariva un miracolo continuato. Predicatore delle principali città d’Italia, venerato da Pontefici, Re, Cardinali, Vescovi e Principi, specialmente dal gran Duca di Toscana, fuggì sempre ogni onore e trovo le sue delizie nella solitudine e nelle privazioni della maremma.
Dio lo esaltò concedendoli il dono dei miracoli, della profezia, della contemplazione, il dominio della natura e degli animali anche più feroci; e così attorno a lui si ripeterono le pagine più belle dei Fioretti francescani. Fu favorito anche di varie celesti visioni, e in una di queste potè stringere fra le sue braccia il bambino Gesù presentatogli dalla vergine Santissima, di cui era singolarmente devoto.
Insomma, la vita del Venerabile Padre Giovanni fu un intreccio continuo di eroismi, di prodigi straordinari, che lo fanno una delle glorie più fulgide dell’Ordine Agostiniano e della Chiesa.
Aspirando sempre a maggior perfezione, con l’appoggio del santo Cardinale Bellarmino, nel febbraio del 1621, ottenne da Gregorio XV, al quale aveva predetto il pontificato, di abbracciare la Riforma degli Agostiniani Scalzi, di recente introdotta in Italia.
Morì in Batignano (Grosseto) il 14 agosto 1621 fra il pianto di quei buoni terrazzani che lo amavano come padre, e che ancora adesso lo ricordano e lo tengono come un loro celeste intercessore nei vari bisogni.
Dio, anche dopo morte, operò molti miracoli per intercessione del suo Servo – come si può piamente credere – e Clemente XIV, nel 1771, approvò l’eroicità di suo virtù.
VENERABILE P. GIOVANNI NICOLUCCI Sintesi delle manifestazioni
Venerabile Padre Giovanni in Famiglia Cristiana: Festa per il ritorno del ven. Padre Giovanni
dal "Presenza agostiniana" nr 4-5 2006
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