Parrocchia San Martino Vescovo

 

 

Sito registrato in Italia Cattolica

by

 Don Andrea Dzwonkowski

Anna Mañska

 

 

Si prende la statale Siena – Grosseto e dopo 2km circa si arriva a Batignano, insediamento medievale importante e per la posizione strategica sulla via d’accesso al mare per Siena e per la presenza di miniere d’argento e piombo nei dintorni (vi si estraeva anche una piccola quantità di oro). Fin dalle origini (XII secolo) il castello fu dominato dagli Aldobrandeschi attraversa la nobile famiglia Visconti; cadde poi tra il 1261 e il 1280 sotto il comando di Siena. Nel IV secolo in alternanza al dominio senese si successero i Fonteguerri e i Piccolomini. Nel Quattrocento è documentato l’arrivo di una colonia di corsi. Le origini medievali del paese sono palesi nel tessuto urbanistico e in alcuni significativi edifici privati, nonché nei resti della porta Senese e nella massiccia porta Grossetana ad arco, principale accesso al borgo. La caratteristica loggetta a lato della porta è stata forse edificata con colonne provenienti dalla chiesa antica di Roselle. Nella zona più alta del paese sono i resti del castello.

La chiesa di San Martino è già ricordata nella bolla di Clemente III tra i beni confermati al vescovo Gualfredo nel 1188. Dipendente dalla pieve di Santa Maria a Roselle, quindi di quella di Sticciano, non sappiamo quando abbia acquisito la dignità plebana. La facciata intonacata è a capanna, l’interno è a pianta cruciforme e molto rimaneggiato. Di recente si è supposto, che la cappella destra appartenesse alla fase costruttiva più antica per le pietre squadrate del paramento murario, ove sono affissi diversi frammenti di bassorilievi decorativi altomedievali provenienti da Roselle. Durante i lavori del 1963 sono emersi lungo le pareti della navata e in controfacciata affreschi frammentari di più artisti databili tra la fine del Trecento e gli inizi di Quattrocento. Una frammentaria Madonna in trono reca in basso la data 1409. Delle due sculture lignee ricordate dall’Anichini (1752) sull’altare maggiore, San Silvestro papa e San Martino, si è persa ogni traccia. Si conserva un bel San Michele arcangelo in legno dipinto della seconda metà del Seicento, forse proveniente dall’antico oratorio di San Michele Arcangelo fuori dal centro abitato. Degno di nota è il monumentale battistero marmoreo del XV secolo, di forme architettoniche rinascimentali con fusto e vasca baccellati e cupola esagonale a embrici, un po’ rimaneggiato e privo della sculturina apicale del Battista, trafugata. Al restauro degli anni Sessanta del Novecento risale la sistemazione del presbiterio con il nuovo altare maggiore e il sepolcro in travertino del venerabile Giovanni Nicolucci da Batignano, che accoglie il corpo racchiuso in un’urna di legno dipinta e dorata donata dalla granduchessa Cristina di Lorena il 14 agosto 1631, già nal convento di Santa Croce da qui trasferita in San Martino dopo la soppressione napoleonica. Il venerabile padre, agostiniano scalzo, molto devoto di Guglielmo d’Aquitania, nacque a Montecassiano (Macerata) il 15 luglio 1552 e visse per tre mesi nell’eremo di Santa Lucia vicino a Batignano, dove morì il 14 agosto 1621, dopo aver ottenuto la nuova regola dell’ordine agostiniano dal papa Gregorio XI. Le cronache narrano che ben ottomila persone accompagnarono la salma dal paese all’eremo. Sopra l’altare maggiore è appeso in una croce moderna un bel Crocifisso  ligneo del XVIII secolo. La cappella a destra è dedicata alla Madonna della Grazie; sull’altare si trova un’immagine il legno policromato ‘vestita’, di difficile datazione perché molto ritoccata, ancor oggi veneratissima e di cui ricorre la festa l’ultima domenica di aprile.

Chiesa della Confraternita di San Giuseppe

Dalla porta Grossetana  si percorre la via del Gelsomino e si trova la chiesa della Confraternita di San Giuseppe, con un unico altare in stucco sostenuto da colonne e ornato lateralmente da nicchie, di fattura ancora cinquecentesca. L’edificio sacro era di certo in origine l’oratorio di una della due compagnie esistenti dentro le mura, forse quella del Corpus Domini (l’altra era di San Bernardino), la cui chiesa fu eretta nel 1564 e dedicata alla Natività della Vergine.

Appena usciti da Batignano si prende la via del Cimitero che porta alle pendici del Monte Leone, dove si trova il convento di Santa Croce, in origine dedicato a Santa Lucia, poi ricostruito agli inizi del XVII secolo, e destinato agli Agostiniani riformati del beato Giovanni, poi passato ai Minori Osservanti. La tradizione vuole che “la segreta creatrice” di questo nuovo convento di Santa Croce fosse la granduchessa Cristina di Lorena che per la devozione e la stima verso padre Giovanni Nicolucci finanziò il grandioso progetto. Il complesso fu soppresso agli inizi dell’Ottocento e divenne di proprietà privata. Della chiesa si conservano soltanto la zona absidale e le pareti laterali frammentarie, mentre il monastero è in buono stato e nel periodo estivo è sede di manifestazioni musicali. Le fonti ricordano affreschi di Giuseppe Nicola Nasini nel refettorio e nel chiostro.

 

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