
Si prende la statale Siena
– Grosseto e dopo 2km circa si arriva a Batignano, insediamento medievale
importante e per la posizione strategica sulla via d’accesso al mare per Siena e
per la presenza di miniere d’argento e piombo nei dintorni (vi si estraeva anche
una piccola quantità di oro). Fin dalle origini (XII secolo) il castello fu
dominato dagli Aldobrandeschi attraversa la nobile famiglia Visconti; cadde poi
tra il 1261 e il 1280 sotto il comando di Siena. Nel IV secolo in alternanza al
dominio senese si successero i Fonteguerri e i Piccolomini. Nel Quattrocento è
documentato l’arrivo di una colonia di corsi. Le origini medievali del paese
sono palesi nel tessuto urbanistico e in alcuni significativi edifici privati,
nonché nei resti della porta Senese e nella massiccia porta Grossetana ad arco,
principale accesso al borgo. La caratteristica loggetta a lato della porta è
stata forse edificata con colonne provenienti dalla chiesa antica di Roselle.
Nella zona più alta del paese sono i resti del castello.
La chiesa di San Martino
è già ricordata nella bolla di Clemente III tra i beni confermati al vescovo
Gualfredo nel 1188. Dipendente dalla pieve di Santa Maria a Roselle, quindi di
quella di Sticciano, non sappiamo quando abbia acquisito la dignità plebana. La
facciata intonacata è a capanna, l’interno è a pianta cruciforme e molto
rimaneggiato. Di recente si è supposto, che la cappella destra appartenesse alla
fase costruttiva più antica per le pietre squadrate del paramento murario, ove
sono affissi diversi frammenti di bassorilievi decorativi altomedievali
provenienti da Roselle. Durante i lavori del 1963 sono emersi lungo le pareti
della navata e in controfacciata affreschi frammentari di più artisti databili
tra la fine del Trecento e gli inizi di Quattrocento. Una frammentaria
Madonna in trono reca in basso la data 1409. Delle due sculture lignee
ricordate dall’Anichini (1752) sull’altare maggiore, San Silvestro papa e San
Martino, si è persa ogni traccia. Si conserva un bel San Michele arcangelo
in legno dipinto della seconda metà del Seicento, forse proveniente dall’antico
oratorio di San Michele Arcangelo fuori dal centro abitato. Degno di nota è il
monumentale battistero marmoreo del XV secolo, di forme architettoniche
rinascimentali con fusto e vasca baccellati e cupola esagonale a embrici, un po’
rimaneggiato e privo della sculturina apicale del Battista, trafugata. Al
restauro degli anni Sessanta del Novecento risale la sistemazione del
presbiterio con il nuovo altare maggiore e il sepolcro in travertino del
venerabile Giovanni Nicolucci da Batignano, che accoglie il corpo racchiuso in
un’urna di legno dipinta e dorata donata dalla granduchessa Cristina di Lorena
il 14 agosto 1631, già nal convento di Santa Croce da qui trasferita in San
Martino dopo la soppressione napoleonica. Il venerabile padre, agostiniano
scalzo, molto devoto di Guglielmo d’Aquitania, nacque a Montecassiano (Macerata)
il 15 luglio 1552 e visse per tre mesi nell’eremo di Santa Lucia vicino a
Batignano, dove morì il 14 agosto 1621, dopo aver ottenuto la nuova regola
dell’ordine agostiniano dal papa Gregorio XI. Le cronache narrano che ben
ottomila persone accompagnarono la salma dal paese all’eremo. Sopra l’altare
maggiore è appeso in una croce moderna un bel Crocifisso ligneo del
XVIII secolo. La cappella a destra è dedicata alla Madonna della Grazie;
sull’altare si trova un’immagine il legno policromato ‘vestita’, di difficile
datazione perché molto ritoccata, ancor oggi veneratissima e di cui ricorre la
festa l’ultima domenica di aprile.
Chiesa della
Confraternita di San Giuseppe
Dalla porta Grossetana si
percorre la via del Gelsomino e si trova la chiesa della Confraternita di San
Giuseppe, con un unico altare in stucco sostenuto da colonne e ornato
lateralmente da nicchie, di fattura ancora cinquecentesca. L’edificio sacro era
di certo in origine l’oratorio di una della due compagnie esistenti dentro le
mura, forse quella del Corpus Domini (l’altra era di San Bernardino), la cui
chiesa fu eretta nel 1564 e dedicata alla Natività della Vergine.
Appena usciti da Batignano
si prende la via del Cimitero che porta alle pendici del Monte Leone, dove si
trova il convento di Santa Croce, in origine dedicato a Santa Lucia, poi
ricostruito agli inizi del XVII secolo, e destinato agli Agostiniani riformati
del beato Giovanni, poi passato ai Minori Osservanti. La tradizione vuole che
“la segreta creatrice” di questo nuovo convento di Santa Croce fosse la
granduchessa Cristina di Lorena che per la devozione e la stima verso padre
Giovanni Nicolucci finanziò il grandioso progetto. Il complesso fu soppresso
agli inizi dell’Ottocento e divenne di proprietà privata. Della chiesa si
conservano soltanto la zona absidale e le pareti laterali frammentarie, mentre
il monastero è in buono stato e nel periodo estivo è sede di manifestazioni
musicali. Le fonti ricordano affreschi di Giuseppe Nicola Nasini nel refettorio
e nel chiostro.
vedi il volantino
